«È in corso un ingiusto scontro generazionale». Con queste parole la CIMO-FESMED Lazio, in una nota, annuncia il ricorso contro la decisione del Policlinico Umberto I di ridurre l’indennità di incarico ai medici più esperti per destinare maggiori risorse ai neoassunti.
La modifica delle indennità, sottolinea la nota, potrebbe comportare per alcuni professionisti una perdita economica significativa, stimata in circa diecimila euro nel 2026. Il sindacato definisce la scelta “inaccettabile” e sottolinea che i medici prossimi alla pensione sarebbero i più penalizzati dall’applicazione della nuova disciplina retributiva.
Il vicepresidente regionale Alessandro Caminiti chiede trasparenza nella gestione dei fondi e afferma che “i numeri non tornano”, evidenziando come alcune voci stipendiali nel Policlinico risultino, secondo il sindacato, pari a un terzo di quelle riconosciute in altre aziende sanitarie del Lazio e di Roma. La CIMO-FESMED contesta inoltre l’approccio dell’Azienda, evocando nel comunicato l’immagine dei “moderni Robin Hood” in riferimento alle scelte della Direzione.
Il sindacato teme anche un possibile effetto sulla tenuta del personale più esperto. La nota osserva che, con l’attuale struttura retributiva, i medici con maggiore anzianità potrebbero “guadagnare più andando in pensione che restando con queste regole”, ipotizzando il rischio di un’uscita anticipata e diffusa dai reparti. La CIMO-FESMED invita pertanto la Direzione aziendale a rivedere le decisioni prese, evidenziando la necessità di valorizzare l’esperienza professionale e di evitare un indebolimento delle competenze interne.
Il comunicato prosegue chiedendo un confronto più ampio sulla distribuzione delle risorse economiche, sostenendo che la valorizzazione dei neoassunti non dovrebbe comportare penalizzazioni per i colleghi con maggiore esperienza. Il sindacato ribadisce che il ricorso viene avviato per tutelare i professionisti coinvolti e per sollecitare una revisione delle misure adottate dal Policlinico.
Il caso si inserisce nel dibattito regionale sulle politiche del personale nelle aziende sanitarie, con particolare attenzione ai meccanismi di riconoscimento delle indennità e alla gestione delle dinamiche generazionali all’interno delle équipe cliniche.