Il personale medico dei Pronto soccorso italiani resterà sotto il fabbisogno nel 69% delle strutture da gennaio 2026. Nel 26% dei dipartimenti l’organico sarà inferiore alla metà. I dati provengono da un’indagine della Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza (Simeu) condotta su 50 strutture.
La rilevazione è stata presentata durante Accademia dei direttori Simeu 2025. Il campione, pari al 12% del totale nazionale e con oltre 2.300.000 accessi nel 2024, comprende un gruppo di strutture selezionate per dimensioni e volumi di attività.
Secondo la Simeu, le criticità previste per l’inizio del 2026 dipendono dalla possibile scadenza dei contratti con le società di servizi e dalla conclusione dei rapporti attivati in fase pandemica e tuttora in vigore. La copertura completa del personale resta rara.
In assenza di nuove soluzioni organizzative, l’associazione prevede il ricorso a misure temporanee. Il presidente nazionale Alessandro Riccardi sottolinea che i dati, pur in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti, confermano “una crisi del personale medico che continua a rappresentare un elemento critico nel sistema dell’emergenza urgenza”. Secondo la Simeu, potrebbero rendersi necessari interventi come prestazioni aggiuntive e contratti esterni alla dipendenza dal Servizio sanitario nazionale.
L’indagine segnala che la carenza di personale si inserisce in un contesto già caratterizzato da elevati volumi di accesso, fenomeno del boarding e difficoltà nel reperire risorse specialistiche. La Simeu richiama l’esigenza di interventi strutturali per garantire la continuità dell’assistenza in area critica, evidenziando la necessità di soluzioni stabili oltre alle misure emergenziali.