La firma dell’Accordo Integrativo Regionale della medicina generale in Sicilia rilancia il tema della copertura nazionale degli AIR. La Fimmg sollecita la conclusione delle intese nelle Regioni ancora mancanti per garantire uniformità nell’assistenza territoriale.
«È indispensabile che le intese locali si concludano in tutte le Regioni che ancora non lo hanno fatto» afferma il segretario generale Silvestro Scotti, ricordando la necessità di dotare i territori di strumenti omogenei per affrontare le criticità dell’assistenza di prossimità ed evitare disuguaglianze nell’erogazione dei servizi.
Sul piano nazionale, Scotti richiama la chiusura dell’ACN 2022–2024, da completare con l’Intesa in Conferenza Stato-Regioni, e chiede di avviare rapidamente il confronto per l’ACN 2025–2027, con l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione entro giugno 2026.
«La celere intesa sul pregresso 22–24 dimostra la possibilità di un’interlocuzione seria e fattiva. Ora bisogna proseguire su questa strada» aggiunge Scotti, sottolineando la necessità di risposte rapide per medici e cittadini, in coerenza con gli obiettivi di rafforzamento della medicina territoriale.
Il comunicato esprime inoltre perplessità per il «pressoché assente» investimento sulla medicina generale nella legge di bilancio, definito un «paradosso» tra la centralità dichiarata della categoria e la mancanza di risorse per formazione, organizzazione e condizioni di lavoro.
La firma dell’AIR siciliano introduce tutele per la genitorialità, incentivi economici per i medici che operano nelle aree disagiate, aumento delle indennità per il supporto amministrativo e l’estensione ai professionisti impegnati nelle AFT dei benefici previsti dal precedente accordo.