“Gli antibiotici in Italia vengono utilizzati troppo e spesso male, in ospedale e sul territorio”. A dirlo a Doctor33, Matteo Bassetti, Professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università di Genova e Direttore della Clinica Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale Policlinico San Martino, a margine dell’incontro dedicato all’antimicrobico-resistenza nella World Antimicrobial Awareness Week organizzato da Pfizer.
Secondo Bassetti, la priorità resta la proprietà prescrittiva, che implica l’impiego del “farmaco giusto per il giusto paziente, la giusta durata, per il giusto tempo”, includendo anche le nuove molecole. L’utilizzo dei nuovi antibiotici, per Bassetti, deve essere limitato a “mani esperte”, perché si tratta di farmaci che “cambiano in meglio la prospettiva dei pazienti” riducendo la mortalità, ma richiedono una gestione rigorosa.
A margine dell’incontro, Marco Falcone, Professore Ordinario di Malattie Infettive e Direttore della U.O. di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, ha evidenziato la crescente diffusione in Italia dei batteri gram negativi produttori di metallo-betalattamasi New Delhi. Identificati per la prima volta in India, questi meccanismi di resistenza non erano presenti nel Paese fino al 2018-2019; la loro circolazione è aumentata dal 2020 e oggi sarebbero coinvolti “quasi fino al trenta per cento delle infezioni”. Fino a tempi recenti era disponibile un solo antibiotico attivo; oggi le opzioni terapeutiche sono due, grazie a una combinazione di molecole betalattamiche.
Pierluigi Viale, Professore Ordinario di Malattie Infettive all’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e UO Malattie Infettive IRCCS Policlinico di S. Orsola, ha richiamato l’impatto delle resistenze sulla possibilità di trattare pazienti ad alta complessità, tra cui casi ematologici e percorsi con anticorpi specifici o cellule T ingegnerizzate. Per Viale, il rischio infettivo può alterare il rapporto costo-beneficio delle terapie e portare a rinunciare a interventi avanzati quando le complicanze non sono gestibili.