Le reazioni sindacali alla firma della pre-intesa del CCNL della dirigenza medica e sanitaria 2022-2024 mostrano posizioni articolate. Ecco i commenti delle principali organizzazioni.
La federazione Cimo-Fesmed definisce l’accordo un esito coerente con l’obiettivo di una trattativa rapida. Secondo la sigla, gli aumenti mensili vanno da 322 euro lordi per gli incarichi di base a 530 euro per i direttori di unità operativa complessa dell’area chirurgica, mentre gli arretrati sono compresi tra 8.066 e 13.480 euro. Il presidente Guido Quici afferma che la pre-intesa “accoglie molte delle richieste avanzate” e sottolinea che quasi il 90% delle risorse è stato destinato alla parte fissa della retribuzione. Indica come priorità la valorizzazione dei giovani medici e la riduzione delle penalizzazioni economiche per chi sceglie la non esclusività. Segnala un incremento dell’indennità dal 55 al 65% rispetto ai professionisti in esclusività, considerato però ancora insufficiente. Riferisce inoltre la firma di una dichiarazione a verbale per superare questa criticità nel prossimo contratto e auspica un avvio rapido del negoziato 2025-2027.
Per Anaao Assomed, la firma della pre-intesa era necessaria. Il segretario nazionale Pierino Di Silverio afferma che “sarebbe stato da irresponsabili non firmare” e indica tra gli aspetti principali gli aumenti per i giovani, il riconoscimento dell’anzianità anche nelle branche equipollenti, i miglioramenti nelle carriere e le maggiorazioni per chi opera nei pronto soccorso. Segnala inoltre il rafforzamento delle tutele legali in caso di aggressioni e la possibilità di usufruire delle ferie durante il preavviso di dimissioni. Sottolinea che le risorse disponibili sono inferiori alle necessità e ricorda la proposta di finanziamento aggiuntivo attraverso un emendamento alla legge di bilancio, che prevede 407 milioni di euro per l’indennità di specificità medica e 26,5 milioni per la dirigenza sanitaria dal primo gennaio 2026. Chiede di aprire immediatamente le trattative per il contratto 2025-2027.
La Cisl esprime “grande soddisfazione” per la sottoscrizione della pre-intesa. La segretaria generale Daniela Fumarola parla di un risultato significativo che valorizza l’impegno dei professionisti negli anni più difficili, segnati dalla pandemia e dalla riduzione degli organici. Sottolinea la necessità di emanare senza ritardi l’atto di indirizzo per il triennio 2025-2027, così da garantire continuità ai rinnovi contrattuali, e auspica che la sanità pubblica torni al centro dell’agenda politica.
Di segno opposto la posizione della Fp Cgil Medici, che si dichiara “amareggiata e indignata”. Il segretario nazionale Andrea Filippi definisce il nuovo contratto “definanziato”, con una perdita di 537 euro lordi medi mensili rispetto all’inflazione e un aumento tabellare di novantadue euro lordi. La sigla segnala disparità a favore delle posizioni apicali ed extramoenia, penalizzazioni per i giovani e i neoassunti, l’indennità di specificità congelata e il mancato finanziamento dell’indennità di esclusività dei dirigenti delle professioni sanitarie. Annuncia la volontà di “radicalizzare la vertenza” e conferma lo sciopero generale del dodici dicembre, coinvolgendo medici, veterinari, sanitari e dirigenti delle professioni sanitarie.