Nursind denuncia la mancata attenzione dell’Ausl di Bologna alle richieste di trasferimento degli infermieri che vorrebbero lavorare nelle aree interne del Bolognese e nella casa circondariale cittadina, nonostante la carenza di personale in questi servizi. La segnalazione arriva da una nota diffusa dal sindacato provinciale degli infermieri.
Secondo Nursind, nell’area bolognese continuano a mancare professionisti e aumentano le dimissioni, spinte da condizioni organizzative che generano frustrazione e burnout. La segretaria provinciale e regionale Antonella Rodigliano afferma che le aziende dovrebbero “migliorare le condizioni del personale, aumentandone l’ascolto e facendo in modo che si riesca a conciliare le aspettative personali e familiari anche con le ambizioni professionali”.
La nota riporta due casi ritenuti emblematici. Il primo riguarda un’infermiera con oltre trenta anni di esperienza, di cui quattro nella casa circondariale di Bologna, che da un anno chiede di tornare a lavorare in quell’ambito. Nursind evidenzia che nel carcere è difficile reperire personale e che la richiesta, presentata più volte, non ha ottenuto riscontro nonostante il fabbisogno dichiarato.
Il secondo caso cita un’infermiera residente a Loiano, che vorrebbe essere assegnata a una sede vicina al proprio domicilio per evitare lunghi spostamenti quotidiani. Anche in questo caso, secondo il sindacato, l’azienda continua a non considerare le esigenze dei professionisti, pur avendo bandi aperti per il reclutamento nelle zone appenniniche e nel contesto carcerario.
Nursind annuncia inoltre la predisposizione di un questionario sui licenziamenti, con l’obiettivo di documentare il malessere degli operatori e le motivazioni che li portano a lasciare il servizio. Il sindacato ricorda infine che a livello regionale resta in attesa della convocazione del tavolo sul benessere lavorativo, già annunciato ma non ancora attivato.