Un anziano su cinque (20%) ha avuto almeno una caduta nell’ultimo anno. Nel 18% dei casi l’evento ha provocato una frattura e nel 16% ha richiesto un ricovero ospedaliero. A rivelarlo sono i dati della sorveglianza Passi d’Argento dell’Istituto superiore di sanità (Iss), relativi al biennio 2023-2024. Le cadute si verificano soprattutto in casa (54%), seguita da strada (20%), giardino (21%) e altri luoghi (5%). Nonostante ciò, un anziano su tre non utilizza presidi anticaduta come tappetini, maniglioni o seggiolini, pur essendo la casa il contesto più a rischio. Solo il 67% degli intervistati ricorre ad almeno uno di questi strumenti di sicurezza.
Il fenomeno cresce con l’età: dichiara di essere caduto il 15% dei 65-74enni, il 31% degli over 85, e colpisce più frequentemente le donne (24%) rispetto agli uomini (15%). L’incidenza è maggiore anche tra le persone con difficoltà economiche (29%) e basso livello di istruzione (45%). La paura di cadere riguarda un terzo degli anziani (34%) ma raddoppia tra chi ha già subito una caduta, fino al 53% degli ultra 85enni. Tale timore, spiegano i ricercatori dell’Iss, può innescare “un circolo vizioso che riduce la mobilità e l’autonomia, aggravando il rischio di nuove cadute”.
L’indagine mette in luce anche un legame con il malessere psicologico: tra chi ha subito una caduta, il 17% presenta sintomi depressivi, contro il 7% del campione totale. Nonostante la rilevanza del problema, l’attenzione degli operatori sanitari resta limitata: solo l’11% degli over 65 riferisce di aver ricevuto consigli da un medico o altro professionista su come evitare le cadute. Infine, dopo la riduzione osservata nel biennio 2020-2021, i dati del 2024 segnano un ritorno ai livelli pre-pandemici, analoghi a quelli del 2016.