In Italia circa quattro milioni di persone convivono con una malattia renale cronica (MRC) e il 40% dei casi è associato a obesità. Il dato è stato presentato da Luca De Nicola, presidente della Società Italiana di Nefrologia (SIN) e ordinario di Nefrologia all’Università della Campania Luigi Vanvitelli, in apertura del 66° Congresso SIN, in corso a Riccione fino al 24 ottobre.
«Prevenire e contrastare l’obesità – ha affermato De Nicola – significa ridurre il carico di malattia, migliorare la qualità di vita e contenere i costi legati alla progressione verso dialisi e trapianto».
L’obesità emerge quindi come fattore di rischio modificabile nella strategia di prevenzione e gestione della MRC. Le novità terapeutiche confermano questo approccio: gli inibitori SGLT2 (empagliflozin, dapagliflozin) e gli agonisti del recettore GLP-1 (semaglutide) hanno dimostrato di ridurre la progressione della malattia e gli eventi cardiovascolari nei pazienti diabetici e obesi. In particolare, semaglutide ha ridotto del 24% il rischio di evoluzione verso l’insufficienza renale.
Il congresso punta anche a rafforzare la collaborazione con la medicina generale. È in fase avanzata un progetto di legge per introdurre gli screening della MRC negli ambulatori dei medici di famiglia. Parallelamente, il progetto PREMIO SIN–SIMG promuove la formazione dei medici di medicina generale per favorire diagnosi precoci e sfruttare al massimo il potenziale delle nuove terapie, ritardando fino a 30 anni il ricorso alla dialisi o al trapianto.
Tra i temi affrontati anche la nefrologia pediatrica, dove gli inibitori SGLT2 aprono nuove prospettive dopo oltre vent’anni senza innovazioni rilevanti. Studi preliminari indicano un possibile effetto protettivo anche nei bambini.
La SIN ha inoltre presentato un rapporto HTA dell’Altems che confronta dialisi peritoneale ed emodialisi. I risultati mostrano una maggiore costo-efficacia della dialisi peritoneale, con un QALY di 1,20 contro 0,94 dell’emodialisi ospedaliera.
Al centro del dibattito anche la salute renale in gravidanza, con dati che evidenziano un rischio fino a quattro volte superiore di sviluppare MRC in donne che hanno avuto preeclampsia, ipertensione o diabete gestazionale.
Infine, spazio alle malattie renali rare e alle nuove linee guida KDIGO per la nefropatia da IgA.
Il congresso conferma l’attenzione della comunità nefrologica per una gestione integrata e multidisciplinare della salute renale, con focus su prevenzione, diagnosi precoce e sostenibilità del sistema sanitario.