Contrastare l’abitudine all’acquisto di antibiotici senza ricetta e rafforzare la formazione dei professionisti sanitari per ridurre le prescrizioni inappropriate. È l’appello lanciato da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), intervenendo alla conferenza stampa “Antibiotico-resistenze in Urologia” tenuta a Roma.
«L’Organizzazione mondiale della sanità indica l’antibiotico-resistenza come una delle principali cause di morte del futuro. È un allarme reale che deve essere affrontato con determinazione per ridurre l’uso degli antibiotici e salvaguardare la salute delle persone», ha dichiarato Anelli.
Il presidente della Fnomceo ha richiamato la natura intersettoriale del problema, che riguarda anche il mondo veterinario e alimentare, dove gli antibiotici vengono impiegati negli allevamenti. «È una sfida complessa – ha sottolineato – che coinvolge sanità, agricoltura e alimentazione e che richiede una strategia comune e coordinata».
Anelli ha inoltre evidenziato il ruolo del Ministero della Salute, che «sta mostrando grande attenzione, in particolare grazie all’impegno del sottosegretario Marcello Gemmato, che ha più volte richiamato l’importanza della regolamentazione e della formazione continua». Secondo Anelli, «solo formando i professionisti sanitari si possono ridurre le prescrizioni inappropriate e favorire una valutazione clinica caso per caso».
Un ulteriore fronte critico è rappresentato dai comportamenti dei cittadini. «In Italia esiste ancora il malcostume di acquistare antibiotici senza ricetta. È fondamentale sensibilizzare la popolazione sull’uso corretto di questi farmaci e rendere tutti gli attori del sistema – medici, farmacisti e pazienti – responsabili di un uso appropriato e consapevole», ha concluso Anelli.
L’intervento rientra nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione che precedono la Settimana mondiale per la consapevolezza sull’uso degli antibiotici promossa ogni anno dall’Oms, con l’obiettivo di contrastare un fenomeno che continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica globale.