Riprende oggi, 15 ottobre, presso la sede dell’Aran a Roma, il confronto con i sindacati per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale 2022-2024 dell’area della dirigenza sanitaria, che interessa oltre 130mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie. L’obiettivo, indicato nell’atto di indirizzo, è chiudere rapidamente la trattativa per aprire la successiva tornata 2025-2027, già finanziata dalla legge di bilancio.
Nel precedente incontro del 1° ottobre, l’Aran aveva illustrato le risorse disponibili, pari a 1,2 miliardi di euro, corrispondenti a un incremento del 7,27% e a aumenti medi di circa 491 euro lordi mensili per tredici mensilità. Tuttavia, la proposta economica presentata ieri dall’Agenzia ha suscitato forti perplessità da parte delle sigle sindacali.
In una nota diffusa oggi, l’AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza Area Critica) definisce la bozza “surreale e irricevibile”, denunciando una distribuzione delle risorse “solo al 60% nelle voci stipendiali fisse e al 40% in quelle variabili”, a fronte della richiesta sindacale di destinare “almeno tra il 70 e l’80% alle voci fisse”.
L’associazione contesta inoltre il “sottofinanziamento del fondo per la retribuzione degli incarichi” e il “dirottamento di ingenti risorse” verso il fondo per le condizioni di lavoro e quello per la retribuzione di risultato, interpretato come “un tentativo di sottopagare il lavoro straordinario necessario a compensare le carenze di personale”.
Particolare criticità è segnalata anche sul fronte dell’Indennità di specificità sanitaria (ISS): secondo AAROI-EMAC, la proposta prevede un incremento del 16,8% per i dirigenti non medici, contro il 3,2% per i medici, “finanziato di fatto a spese di questi ultimi”.
“Con queste premesse ogni nostra disponibilità a proseguire la trattativa è da considerarsi sospesa”, afferma il sindacato, chiedendo un “immediato cambio di rotta” da parte delle Regioni e dell’Aran per quanto riguarda la ripartizione delle risorse economiche.
L’incontro odierno all’Aran sarà quindi decisivo per verificare la possibilità di una mediazione sulle nuove proposte contrattuali e per definire le tempistiche di chiusura del rinnovo 2022-2024, propedeutico all’apertura del successivo triennio 2025-2027.