Si è chiuso al Palacongressi di Rimini il 126° Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), dedicato al tema “integrare per curare”, con sessioni su complessità multipatologica, empatia nella relazione medico-paziente e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
“La sostenibilità è una caratteristica intrinseca della Medicina Interna – ha spiegato il presidente Nicola Montano – intesa come capacità di prendere in carico il paziente nella sua globalità, ottimizzando le risorse diagnostiche e terapeutiche e mettendo al centro non solo gli esiti ma anche la sicurezza. L’appropriatezza clinica è la chiave per garantire una sostenibilità economica e, oggi, anche ambientale.” Secondo Montano, i sistemi sanitari nel loro complesso rappresentano la “quinta nazione” al mondo per emissioni di gas serra: ridurre l’eccesso di test, trattamenti e farmaci significa anche ridurre l’impatto ecologico della sanità.
Tra i temi principali del congresso, l’inquinamento atmosferico e le sue conseguenze sanitarie. “Le malattie croniche, soprattutto cardiovascolari, respiratorie e renali, peggiorano con ondate di calore e smog – ha ricordato Carla Ancona, Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario Regione Lazio –. L’internista, che gestisce pazienti con multipatologie, è in prima linea anche nel mitigare questi effetti.”
Il professor Sergio Harari (Università di Milano) ha sottolineato l’importanza di considerare l’impatto ambientale anche nelle scelte diagnostiche e terapeutiche: “Alcuni farmaci e dispositivi, come i broncodilatatori in spray, hanno un’impronta ecologica rilevante. L’appropriatezza prescrittiva deve tenerne conto.”
Sul piano operativo, Ludovico Furlan (Policlinico di Milano) ha proposto di includere l’impatto ambientale nei bilanci costi-benefici dei trattamenti: “Fino al 30% degli investimenti sanitari è speso in cure di basso valore. Misurare e ridurre le procedure inappropriate significa migliorare gli esiti e diminuire l’inquinamento sanitario.”
Secondo i relatori, una sanità sostenibile passa anche da modelli di assistenza domiciliare integrata e di transizione ospedale-territorio, che riducono ricoveri evitabili e consumo di risorse, oltre che dall’uso di metriche ambientali nella valutazione dei percorsi di cura.
Il congresso ha affrontato infine il tema delle malattie correlate all’inquinamento e ai cambiamenti climatici, con richiami ai dati del Lancet Countdown 2022 e dell’OMS, che segnalano l’aumento di patologie cardiovascolari, oncologiche e neurodegenerative associate a esposizione a polveri sottili e microplastiche.
Durante la cerimonia conclusiva sono stati assegnati i Premi Giovani Ricercatori SIMI e quattro borse di ricerca da 25.000 euro per progetti selezionati tramite revisione tra pari