Dal 30 settembre ogni cittadino avrà un Profilo sanitario sintetico (Pss) integrato nel Fascicolo sanitario elettronico 2.0. Il documento, redatto e aggiornato da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, raccoglierà i dati essenziali del paziente – anagrafica, patologie croniche, allergie, terapie farmacologiche, trapianti, anamnesi familiare – e sarà accessibile in pronto soccorso anche senza consenso esplicito, per garantire una presa in carico rapida in caso di emergenza.
Il Pss si integra con l’Anagrafe nazionale assistiti e completa l’ecosistema dei dati sanitari, con l’obiettivo di favorire continuità di cura e interoperabilità.
Ma i medici segnalano ostacoli concreti. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine di Milano, sottolinea che il Patient Summary «potrà migliorare l’assistenza, ma presenta pesanti criticità legate a cybersicurezza, privacy, dilemmi etici e problemi medico-legali. I colleghi si troveranno a compilarlo in un sistema informatico fragile, con archivi da proteggere e carichi burocratici crescenti: servirà grande cautela».
Per la Fimmg, l’avvio dal 30 settembre è «impossibile» a causa dell’inadeguatezza dei software gestionali degli studi di medicina generale, che rendono difficile compilare e aggiornare il profilo senza aggravare gli oneri burocratici.
Più positivo il giudizio dell’Ordine di Roma. «Si tratta di un passo importante verso un Servizio sanitario più efficiente e integrato, utile per la presa in carico dei pazienti e la continuità di cura», commenta il presidente Antonio Magi. Restano però alcune criticità: «Occorre includere nei flussi informativi anche i dati della specialistica ambulatoriale e ospedaliera, oggi assenti, per evitare che il Pss risulti incompleto. È indispensabile anche vigilare su privacy, cybersicurezza e carico burocratico dei medici di famiglia».
Secondo Magi, solo con un coinvolgimento sistematico di tutti gli attori e un aggiornamento costante il Pss potrà diventare «un vero strumento di integrazione e di supporto alla pratica clinica quotidiana».