La dottoressa Maddalena Carta, 38 anni, medico di famiglia a Dorgali (Nuoro), è morta dopo aver trascurato un malore per continuare ad assistere i suoi pazienti. Era l’unico medico rimasto in servizio nel paese, con circa 5.000 assistiti. Ricoverata prima all’ospedale San Francesco di Nuoro e poi trasferita al Brotzu di Cagliari, è deceduta nella serata di giovedì 25 settembre. La sindaca Angela Testone ha proclamato il lutto cittadino e dedicato alla sua memoria l’edizione di “Autunno in Barbagia”.
“Alla sua salute ha anteposto la cura dei pazienti e questo le è costato la vita. Una morte sul lavoro”, dichiara il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli. “La collega ha incarnato oltre ogni limite i principi del Codice deontologico, ma la sua morte è il risultato di carenze di programmazione e organizzazione che gravano sui professionisti. Lo Stato deve mettere in atto provvedimenti per evitare tragedie simili”.
Anelli ricorda la recente ordinanza della Cassazione che riconosce il danno biologico da superlavoro per i medici, sottolineando come i carichi e i ritmi di lavoro incidano direttamente sulla salute degli operatori. “La Regione e la Asl hanno fallito nel garantire assistenza continua e sicurezza sul lavoro; lo Stato non ha vigilato con efficacia”, afferma.
Cordoglio anche dalla Simg, con il presidente Alessandro Rossi: “La scomparsa di Maddalena Carta è un monito per riforme e investimenti nella medicina generale. Servono team multidisciplinari, con personale infermieristico e amministrativo, e modelli organizzativi adattati ai diversi territori. Non possiamo più lasciare soli i professionisti a reggere il peso del sistema”.
Per la Fimmg, la morte della giovane collega è “una disumanità del sovraccarico di assistenza”. “Fino all’ultimo ha incarnato lo spirito autentico della professione, ma queste condizioni sono inaccettabili”, afferma il segretario generale Silvestro Scotti, che respinge la narrazione di una medicina generale “fannullona”: “Chi usa queste parole dovrebbe avere il pudore di chiedere scusa. Maddalena è morta dopo aver anteposto i pazienti alla propria salute”.
Durante il congresso nazionale della Fimmg, alla famiglia della dottoressa sarà conferito il Premio Mario Boni, destinato a medici distintisi per merito, abnegazione e sacrificio.