Nel 2023 in Europa oltre 50mila medici e 65mila infermieri hanno lasciato il proprio Paese di formazione per lavorare altrove. Complessivamente, secondo il nuovo rapporto pubblicato da Oms Europa, circa 291mila medici e 371mila infermieri sono impiegati fuori dal loro Paese di origine, con un incremento in dieci anni pari al 58% per i medici e al 67% per gli infermieri.
Il documento, basato su dati dei National Health Workforce Accounts e su studi di caso in nove Paesi (Albania, Armenia, Georgia, Irlanda, Malta, Moldova, Norvegia, Romania e Tagikistan), mostra che sei medici su dieci e oltre sette infermieri su dieci che si sono spostati nel 2023 provengono da Paesi extraeuropei.
“La migrazione del personale sanitario non è solo una questione di numeri – ha dichiarato Natasha Azzopardi-Muscat, direttrice della Divisione Politiche e Sistemi Sanitari Nazionali di Oms Europa –. Dietro ogni medico o infermiere migrante ci sono opportunità ma anche difficoltà per le famiglie e per i sistemi sanitari che si sono lasciati alle spalle”.
Il fenomeno presenta differenze significative tra i Paesi. Il Regno Unito ha attratto da solo circa un terzo dei medici entrati in Europa nel 2023, soprattutto da India, Pakistan, Nigeria ed Egitto. La Germania ha richiamato professionisti da Siria, Romania, Turchia e Iran, mentre la Spagna da Colombia, Argentina, Cuba e Venezuela. Per gli infermieri il primo polo di attrazione è la Germania (Filippine, Tunisia, India, Bosnia), seguita da Regno Unito e Irlanda.
L’Italia, secondo i dati Oms e Ansa, resta tra i Paesi con il più basso ricorso a personale medico straniero, con percentuali prossime allo zero, al penultimo posto in Europa davanti solo alla Lituania. Diversa la situazione per gli infermieri, dove la quota è pari a circa il 5%, provenienti in prevalenza da Romania, Albania, India e Germania. Tra i medici, i flussi riguardano soprattutto professionisti da Austria, Romania, Spagna e Albania.
Il rapporto sottolinea che la crescente dipendenza da professionisti formati all’estero si intreccia con la prospettiva di una carenza stimata di 950mila operatori sanitari entro il 2030. Per Oms Europa è necessario investire in strategie di retention, aumentare i percorsi formativi e promuovere un reclutamento internazionale trasparente ed etico.