Rinnovo del contratto dei dirigenti medici, veterinari e sanitari ancora fermo al palo. L’Intersindacale denuncia il grave ritardo nell’avvio delle trattative, dovuto a un finanziamento giudicato inadeguato, e chiede al Governo di inserire risorse aggiuntive già nella prossima legge di bilancio.
Le organizzazioni sindacali – che rappresentano oltre 130mila professionisti tra medici, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi, chimici, fisici e dirigenti delle professioni sanitarie – sottolineano che, a fronte di un’inflazione del 17% nel triennio, i fondi messi a disposizione coprono appena il 5,78%, con un gap di oltre 11 punti percentuali rispetto al dovuto e rispetto a molti contratti privati.
A pesare sul tavolo anche la disparità legata all’indennità di specificità, riconosciuta a regime dal 2026 solo per medici e veterinari, escludendo i dirigenti sanitari. Una scelta che, se non corretta, “rappresenta un ostacolo insuperabile per l’avvio e la chiusura delle trattative”.
Secondo i sindacati, solo un incremento extracontrattuale delle risorse può permettere di ridurre il divario con l’inflazione e sanare le sperequazioni interne, valorizzando realmente i professionisti che garantiscono la tenuta del SSN “in condizioni strutturali, organizzative ed economiche avverse”.
“Non è più accettabile il procrastinarsi di questo stallo – concludono le sigle –. Governo e Regioni devono creare subito le condizioni economiche per superarlo, in attesa di un atto d’indirizzo che contenga anche elementi migliorativi economici e normativi, in continuità con il contratto 2019-2021”.