Fimmg, Fimp, Fmt, Sumai e Andi hanno approvato a Roma una mozione congiunta in cui denunciano i ritardi delle Regioni nell’emanazione degli atti di indirizzo per il rinnovo dei contratti dell’area convenzionata relativi al triennio 2022-2024. Secondo le sigle, l’inerzia rischia di vanificare le risorse stanziate dal Governo e di alimentare la fuga di professionisti verso l’estero o il settore privato, con “ricadute gravissime sull’accesso alle cure e sulla coesione sociale”.
I sindacati chiedono l’adozione immediata degli atti di indirizzo e l’allineamento dei contratti al 2025, avviando da subito la programmazione del triennio successivo. Nella mozione si esprime perplessità per la disponibilità di un atto per la dirigenza medica a fronte del “silenzio assoluto” sull’area convenzionata, “considerata indispensabile per il Pnrr ma trattata come figlia di un dio minore”.
Tra le richieste avanzate: maggiore flessibilità organizzativa per rispondere alle diverse esigenze territoriali, riconoscimento del lavoro agile e del part time, utilizzo strutturato di telemedicina e tele-visite, e un ruolo definito per i convenzionati nelle Case di comunità. L’Andi ribadisce inoltre la necessità di riformare il comma 153 della legge 124/2017 sull’esercizio della professione odontoiatrica, chiedendo correttivi a tutela di pazienti e liberi professionisti.
Le organizzazioni sindacali avvertono che, in assenza di risposte concrete da Governo e Regioni, l’autunno sarà caratterizzato da “tensione sindacale ad elevata intensità” e da iniziative di mobilitazione fino ai congressi nazionali delle categorie.