L’apertura urgente di un tavolo per regolamentare l’affidamento delle strutture apicali ospedaliere al personale universitario. A chiederla alla Conferenza della Regioni è la Federazione Cimo-Fesmed. L’appello arriva mentre le Regioni annunciano l’intenzione di procedere a un rinnovo veloce del contratto 2022-2024 dei medici e dirigenti sanitari, per poi avviare il triennio successivo.
Secondo il sindacato, la cosiddetta “clinicizzazione” degli ospedali sta minando il rapporto tra medici ospedalieri e Servizio sanitario nazionale. “La chiusura di posti letto e reparti ha ridotto drasticamente le possibilità di ricoprire ruoli apicali: solo il 16% dei medici può sperare di migliorare la propria posizione. Se le poche direzioni rimaste vengono affidate al personale universitario, è inevitabile che gli ospedalieri cerchino migliori condizioni altrove”, dichiara Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed.
Il sindacato propone due interventi: rendere omogenea su scala nazionale la collaborazione tra ospedali e università, imponendo modalità di selezione trasparenti anche per il personale universitario, e istituire ospedali di insegnamento con ruoli distinti per la didattica teorica e pratica, riconoscendo economicamente e professionalmente chi svolge attività di tutoraggio.
“L’unico interlocutore in grado di affrontare il tema – conclude Quici – è la Conferenza delle Regioni, poiché la clinicizzazione deriva da accordi con Atenei e Aziende, mentre il ministero della Salute ha un ruolo marginale. Ci auguriamo che le Regioni rispondano presente, tutelando le prospettive di carriera dei medici ospedalieri”.