Sono 20.699 i posti a bando per i corsi di Infermieristica, ma le domande non raggiungono nemmeno quota 19mila. A denunciarlo è Antonio De Palma, presidente del Nursing Up, che definisce i numeri «lo specchio fedele di anni di appelli inascoltati».
Dal 2010 al 2024 le iscrizioni ai corsi di Infermieristica sono diminuite del 52%, passando da 46.281 a poco più di 21.250. «È una frana che si trascina da anni», sottolinea De Palma, criticando chi tenta di ridimensionare la portata del problema richiamando l’aumento dei posti a bando dal 2001 a oggi o prospettando l’arrivo di nuovi iscritti dal semestre filtro di Medicina. «Forse la nostra professione si è ridotta ad essere una panchina di riserva di Medicina, quando dovrebbe essere il cuore pulsante del Servizio sanitario nazionale?», chiede il presidente del sindacato.
Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea in Infermieristica resta dell’85%, ma secondo De Palma l’elevata domanda non ha portato a un rafforzamento dell’offerta formativa. «La sanità italiana è come una barca che ingurgita acqua da tutte le parti, e chi dovrebbe governarla resta fermo a guardare», afferma, ribadendo come retribuzioni basse, carichi di lavoro eccessivi, assenza di percorsi di carriera e scarso riconoscimento sociale abbiano ridotto l’appeal della professione.
Il sindacato contesta inoltre il dibattito sulle nuove lauree magistrali specialistiche, ritenute una distrazione rispetto ai problemi della base. «Costruire il futuro della sanità senza rafforzare Infermieristica è come costruire una casa togliendo i mattoni dalle fondamenta», dichiara De Palma, che si oppone anche alla figura dell’assistente infermiere, definita «un cerotto su una diga crepata».
Secondo Nursing Up, senza un contratto radicalmente modificato, carriere reali, stipendi adeguati e un effettivo riconoscimento professionale, ogni altra misura sarà inutile. «Negli ospedali la quotidianità dei nostri professionisti è paragonabile a un incubo, tra turni estenuanti e aggressioni da parte dei pazienti», aggiunge De Palma.
Il presidente del sindacato conclude sottolineando il rischio di un ulteriore allontanamento dei giovani dalla professione: «Le nostre indagini mostrano che genitori, fratelli e amici sconsigliano sempre più questa scelta. Perfino molti infermieri, se potessero tornare indietro, non sceglierebbero più di intraprendere questa carriera».