Le autorità sanitarie della Repubblica democratica del Congo hanno dichiarato un’epidemia di Ebola nella provincia del Kasai, con 28 casi sospetti e 15 decessi, tra cui 4 operatori sanitari. Lo comunica l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
L’epidemia ha colpito le zone sanitarie di Bulape e Mweka. Le indagini hanno rilevato sintomi come febbre, vomito, diarrea ed emorragia. I campioni analizzati il 3 settembre presso l’Istituto nazionale di ricerca biomedica di Kinshasa hanno confermato la presenza del virus Ebola Zaire. L’Oms ritiene probabile un aumento dei casi con la prosecuzione della trasmissione.
Un team di esperti in epidemiologia, prevenzione e controllo delle infezioni, gestione dei laboratori e dei casi è stato inviato nel Kasai, insieme a specialisti provinciali per la comunicazione del rischio. L’organizzazione sta inoltre consegnando 2 tonnellate di forniture, tra cui dispositivi di protezione individuale, attrezzature di laboratorio mobili e materiale medico. “L’area è difficile da raggiungere, serve almeno un giorno di viaggio in auto da Tshikapa, e i collegamenti aerei sono scarsi”, precisa l’Oms.
“Stiamo agendo con determinazione per arrestare rapidamente la diffusione del virus e proteggere le comunità – ha dichiarato Mohamed Janabi, direttore regionale dell’Oms per l’Africa –. Basandoci sulla consolidata esperienza del Paese nel controllo delle epidemie virali, stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità sanitarie per potenziare rapidamente le principali misure di risposta e porre fine all’epidemia il prima possibile”.
Dal 1976 nella Repubblica democratica del Congo si sono verificate 15 epidemie di Ebola. L’ultima, nell’aprile 2022, ha colpito la provincia dell’Equatore ed è stata controllata in meno di tre mesi. Nel Kasai si erano già registrati focolai nel 2007 e nel 2008.
Il Paese dispone di trattamenti e di 2mila dosi di vaccino Ervebo, che saranno trasferite rapidamente nella provincia per vaccinare i contatti e gli operatori sanitari in prima linea. L’Ebola è una malattia rara ma grave, spesso fatale, che si trasmette all’uomo per contatto con animali infetti, in particolare pipistrelli della frutta, e tra persone attraverso fluidi corporei o oggetti contaminati.