L’abolizione dei piani terapeutici per le glifozine, accolta come una semplificazione attesa da anni, rischia di trasformarsi in un nuovo ostacolo burocratico. È quanto denuncia Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami, sottolineando che a oltre un mese dall’entrata in vigore della novità i sistemi informatici della Sogei non risultano ancora aggiornati.
“La conseguenza è un paradosso tipicamente italiano: invece di semplificare, abbiamo complicato” dichiara Testa. I medici di medicina generale sono infatti costretti a re-prescrivere le glifozine su ricetta rossa, con un aggravio che rallenta il lavoro e crea disagi agli assistiti.
Secondo lo Snami, il ritardo dimostra quanto la sanità italiana sia “vecchia, lenta e incapace di governare l’innovazione”, con ricadute dirette sui cittadini più fragili. Testa avverte: “Se un cambiamento così semplice non riesce ad essere recepito nei tempi giusti, come si può pensare che il nostro sistema sia pronto alle grandi sfide del DM 77 e del Fascicolo sanitario elettronico?”.
Il sindacato chiede risposte concrete e azioni rapide, oltre a sistemi moderni capaci di mettere davvero al centro i bisogni di salute. Lo Snami annuncia inoltre che continuerà a sollecitare la cancellazione non solo dei piani terapeutici, ma anche delle note prescrittive, considerate da anni una complicazione inutile.
“Solo così potremo restituire tempo e dignità alla professione e cure più rapide ed efficaci ai cittadini” conclude Testa.