Nasce all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano il nuovo Ambulatorio Diabete Raro, uno spazio dedicato alla presa in carico multidisciplinare di bambini e adolescenti affetti da forme rare di diabete non autoimmune, come leprecaunismo, sindrome di Wolfram e altre patologie genetiche o sindromiche.
Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale e Pediatria, diretta da Graziano Barera, e l’Unità Funzionale di Diabetologia Pediatrica, guidata da Riccardo Bonfanti, docente di Pediatria all’Università Vita-Salute San Raffaele. «Si tratta di un’iniziativa unica a livello nazionale – sottolinea Bonfanti – che punta a offrire ai pazienti un percorso clinico strutturato, personalizzato e multidisciplinare».
Tra le patologie trattate rientrano la sindrome di Wolfram, che inizia come un diabete giovanile e può evolvere in sordità e atrofia ottica, e il leprecaunismo, una condizione genetica con resistenza insulinica severa e alta mortalità infantile. L’ambulatorio prende in carico anche pazienti con diabete neonatale permanente, Mody, sindrome di Alström e sindrome di Wolcott-Rallison, forme che spesso vengono mal diagnosticate o confuse con il diabete di tipo 1.
Il percorso del paziente inizia con una valutazione diagnostica approfondita. Ogni caso è seguito da un team multidisciplinare che include specialisti in endocrinologia, genetica, oftalmologia e neurologia, con la possibilità di ricorrere a terapie off-label nei casi selezionati. «Il follow-up è costante – precisa Giulio Frontino, pediatra referente dell’ambulatorio – con l’obiettivo di adattare il trattamento alle risposte cliniche del paziente e offrire un supporto continuo alla famiglia».
L’ambulatorio si distingue per l’integrazione tra attività clinica e ricerca, grazie alla collaborazione con il Diabetes Research Institute e all’uso di biobanche e studi molecolari. «L’integrazione tra clinica e laboratorio – evidenzia Lorenzo Piemonti, primario dell’Unità di Medicina rigenerativa e dei Trapianti e docente di Endocrinologia all’Università Vita-Salute San Raffaele – consente di accelerare l’accesso a terapie personalizzate, migliorando la prognosi dei pazienti».