La situazione epidemiologica legata al West Nile virus (WNV) è attualmente stabile e sotto controllo, ma richiede un’attenzione costante anche su altri arbovirus emergenti come Dengue e Chikungunya. È il messaggio lanciato dall’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli), che interviene a commento delle dichiarazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci in Senato.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità, al 5 agosto in Italia si contano 145 casi confermati di infezione da WNV nell’uomo, di cui 59 con forma neuro-invasiva e 12 decessi. I focolai sono stati registrati in 37 province di 10 regioni, con maggiore incidenza nel Lazio e in Campania.
L’Amcli condivide la valutazione ministeriale sul contenimento della situazione, ma ricorda che la circolazione virale riguarda anche altri patogeni trasmessi da vettori. In Emilia-Romagna, ad esempio, sono stati identificati casi autoctoni di Dengue e Chikungunya, in anticipo rispetto al trend stagionale degli anni precedenti. “Sono virus che, sebbene un tempo considerati tropicali, risultano già endemici in Italia o in via di diffusione stabile”, evidenzia Concetta Castilletti, coordinatrice del gruppo GLIVE dell’Amcli.
Il sistema nazionale di sorveglianza arbovirosi, attivo secondo un approccio One Health, coinvolge Regioni, Istituti zooprofilattici e laboratori di riferimento, tra cui i centri clinici di Microbiologia. Obiettivo: rilevare tempestivamente la circolazione di virus come West Nile, Dengue, Chikungunya, Zika e Usutu e attivare misure sanitarie, anche a tutela della sicurezza di sangue, organi e donazioni.
“Il Laboratorio di Microbiologia gioca un ruolo cruciale nella diagnosi precoce – afferma Tiziana Lazzarotto, direttore scientifico Amcli –. Nel 2024, in Emilia-Romagna, sono stati esaminati oltre 1.200 pazienti con sospetto clinico: il 14,7% è risultato positivo al WNV, con 138 forme neuro-invasive e 18 decessi. Nei primi mesi del 2025, invece, solo due i casi confermati. È un andamento fluttuante, tipico delle arbovirosi”. Sono stati isolati lignaggi 1 e 2 del virus, gli unici associati a patologia umana.
Lazzarotto ha anche confermato la presenza di tre casi autoctoni di Dengue nella provincia di Bologna, identificati in modo tempestivo e contenuti grazie a sorveglianza, test microbiologici e interventi di disinfestazione.
“Per mantenere il controllo – sottolinea il presidente Amcli Pierangelo Clerici – serve un rafforzamento continuo della rete laboratoristica, aggiornamento diagnostico e un coinvolgimento di tutta la filiera. L’infezione può esordire con sintomi aspecifici, perciò è fondamentale adottare algoritmi sindromici di diagnosi differenziale, in grado di guidare le decisioni cliniche e sanitarie”.
L’Amcli ribadisce l’importanza di eseguire diagnosi microbiologica mediante test diretti (ricerca virale su sangue, liquor, urine) e test sierologici per la rilevazione di anticorpi specifici, a supporto di clinici, autorità sanitarie e sistemi di sorveglianza.