Il rinvio da parte del Consiglio dei ministri dell’esame del disegno di legge che contiene, tra le altre misure, la stabilizzazione dello scudo penale per i medici ha sollevato un coro di reazioni critiche da parte degli ordini professionali e dei sindacati medici. La delusione è unanime. Duro il commento del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, che parla senza mezzi termini di “occasione sfumata”: “Lo scudo penale è un provvedimento necessario e atteso dai professionisti. Serve a garantire serenità nell'esercizio della professione medica. Abbiamo apprezzato l’impegno del ministro della Salute Schillaci, e confidiamo che l’argomento venga recuperato subito dopo la pausa estiva”.
Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao-Assomed, esprime preoccupazione per il futuro del provvedimento: “Ci auguriamo che si tratti solo di un rinvio tecnico. Sarebbe una beffa vedere dei passi indietro proprio ora. Il tempo è sempre meno, e serve un segnale forte per tutelare i medici e dirigenti sanitari, soprattutto dopo gli sforzi compiuti durante e dopo l’emergenza pandemica”. Ancora più critico Guido Quici, presidente del sindacato Cimo-Fesmed, che denuncia il ritardo dell’Italia rispetto agli standard europei: “Alla fine c’è sempre una manina che impedisce al Paese di fare il salto di qualità. Sulla responsabilità penale dei medici siamo ancora fermi, in compagnia di Messico e Polonia”. "Devo dare atto al ministro Schillaci che ce l'ha messa tutta, ma il problema è in Parlamento. Anche in passato i tentativi di intervento su questo tema sono falliti", ricorda. "Ora il Governo non perda la faccia su una questione così importante. Speriamo che il primo Cdm dopo le ferie estive prenda in esame il provvedimento", sostiene Quici.