Due emendamenti al Decreto Prestazioni sanitarie, in discussione alla Commissione Affari sociali della Camera, prevedono l’istituzione di un Registro nazionale dei medici di medicina estetica, accessibile ai soli laureati in Medicina e Chirurgia in possesso di specifici requisiti formativi. Il testo, se approvato, escluderebbe i laureati in Odontoiatria, pur se abilitati a svolgere prestazioni estetiche sul volto ai sensi del Decreto Bollette (DL 34/2023, convertito in legge 56/2023).
La proposta normativa – contenuta in due emendamenti quasi identici – definisce in modo formale l’ambito della medicina estetica non chirurgica e prevede l’attivazione di Registri provinciali gestiti dagli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ai quali i medici potranno iscriversi previa verifica dei titoli da parte di una Commissione interna all’Ordine. I registri locali confluiranno in un Registro nazionale consultabile online.
I requisiti richiesti per l’iscrizione includono:
• Master universitario biennale di II livello in medicina estetica
• Diploma quadriennale validato da società scientifiche accreditate presso il Ministero della Salute
• Specializzazione medico-chirurgica con insegnamento specifico
• Almeno sette anni di attività con partecipazione a un corso riconosciuto da decreto ministeriale
Il testo non menziona la laurea in Odontoiatria né fa riferimento alla possibilità per gli odontoiatri di iscriversi al Registro, contrariamente a quanto già avviene in alcuni Ordini provinciali che accettano l’iscrizione di odontoiatri con formazione documentata. Non è chiaro se si tratti di una esclusione intenzionale o di una dimenticanza tecnica. In ogni caso, anche in assenza di accesso al Registro, gli odontoiatri resterebbero legittimati a esercitare la medicina estetica non invasiva o minimamente invasiva sul volto, secondo quanto previsto dalla legge vigente.
Il dibattito resta aperto anche all’interno delle professioni sanitarie, in particolare sul tema della formazione obbligatoria, della definizione di competenze e dell'accesso regolato a un’attività in espansione e oggetto di crescente attenzione normativa.