Camice bianco, distintivo professionale e tesserino identificativo non sono semplici dettagli formali, ma obblighi deontologici per tutti i farmacisti che operano in farmacia o parafarmacia. A ricordarlo è l’Ordine dei Farmacisti di Bari-Bat, in una recente nota che fa seguito a diverse segnalazioni di inadempienze. Secondo l’art. 7 del Codice Deontologico del Farmacista, ogni professionista abilitato ha l’obbligo, durante l’attività al pubblico, di indossare il camice bianco, il distintivo ufficiale e un tesserino identificativo con nome, cognome, numero di iscrizione all’Albo e Ordine di appartenenza. Obiettivo: tutelare la salute pubblica e garantire trasparenza verso l’utenza.
Il mancato rispetto di questi obblighi può comportare sanzioni disciplinari, amministrative e penali, specie in caso di controlli da parte delle autorità sanitarie o dei NAS. Il rischio, in alcuni casi, è anche l’applicazione dell’art. 348 del Codice Penale, che punisce l’esercizio abusivo di professione con pene fino a tre anni di reclusione. Particolare attenzione va riservata anche al personale non abilitato (commessi, magazzinieri): questi ultimi devono indossare divise chiaramente distinguibili da quelle dei farmacisti, per evitare ogni ambiguità e non indurre in errore il cittadino, che ha diritto a un’interlocuzione qualificata. Anche i tirocinanti devono rispettare il codice, indossando almeno camice e tesserino con l’indicazione del loro status. Il controllo sul rispetto delle disposizioni compete ai direttori di farmacia (pubblica o privata) e ai responsabili delle parafarmacie, tenuti anche a segnalare eventuali irregolarità alla propria Federazione territoriale.