Rimettere la salute al centro delle politiche pubbliche europee, riconoscendola come un investimento strategico per lo sviluppo, la coesione e la sicurezza. È questo il cuore della Carta di Roma “La salute come investimento strategico”, documento sottoscritto il 10 luglio da FNOMCeO e dai rappresentanti degli Ordini dei medici di Francia, Germania, Spagna, Grecia e Portogallo, nel corso del convegno “La salute come investimento: un impegno europeo”, tenutosi nella sede dell’Ordine di Roma.
L’iniziativa, che si inserisce in un ciclo di incontri promossi dalla Federazione nazionale in vista delle elezioni europee e del semestre italiano di presidenza del Consiglio dell’Ue (nella seconda metà del 2025), pone un obiettivo chiaro: affermare che la spesa sanitaria non è un costo, ma un motore di crescita sostenibile, occupazione e benessere collettivo.
“Crediamo che la salute debba essere considerata una priorità strategica per i nostri paesi europei al pari della sicurezza”, ha dichiarato Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, richiamando la necessità di inserire una “clausola di resilienza sanitaria” nei bilanci nazionali per proteggere i sistemi sanitari da crisi future e da squilibri provocati dall’aumento della spesa militare.
A fronte del raggiungimento da parte dei Paesi NATO dell’obiettivo del 2% del PIL per la difesa (con proiezioni fino al 5% in alcuni casi), il rischio concreto – ha sottolineato Anelli – è che si riducano ulteriormente le risorse per la sanità pubblica. In Italia, la spesa sanitaria oggi è di circa 138,7 miliardi di euro, pari al 6,5% del PIL.
La Carta di Roma propone azioni precise:
• riconoscere a livello europeo la spesa sanitaria come investimento strutturale;
• inserire programmi sanitari nei bilanci a medio termine;
• potenziare il programma EU4Health;
• rafforzare i pilastri della sanità pubblica: prevenzione, diagnosi precoce, cronicità, salute mentale e cure primarie.
Secondo l’OMS, entro il 2050 in Europa ci saranno 65 milioni di over 85. Una proiezione che rende evidente l’urgenza di pianificare ora investimenti strutturali per garantire equità e sostenibilità nel lungo termine.
Durante il convegno, Francesco Maietta, responsabile area Welfare del CENSIS, ha ricordato che “ogni euro speso in sanità pubblica genera quasi due euro in valore della produzione” e che il comparto sanitario contribuisce per l’11,2% all’occupazione nazionale e per il 9,3% al valore aggiunto complessivo.
“La salute è sempre più una questione geopolitica e i medici devono partecipare al dibattito europeo. Insieme, dobbiamo far sentire la nostra voce per proteggere il diritto alla salute e per garantire che i sistemi sanitari pubblici non siano sacrificati alle crisi economiche o agli squilibri di bilancio”, ha ribadito Anelli.
Il documento congiunto sarà ora trasmesso alle istituzioni europee e rappresenterà la base del lavoro della FNOMCeO nei prossimi mesi, anche in vista del semestre europeo di presidenza italiana.