La pubblicazione della prima versione della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), messa online da Agenas e accessibile sul Portale della Trasparenza, rappresenta un importante passo verso il monitoraggio centralizzato dei tempi d’attesa per visite ed esami medici in tutte le Regioni. Ma se la tecnologia fornisce una fotografia delle criticità del sistema, i sindacati della sanità lanciano un avvertimento: i numeri da soli non bastano. Le reazioni di Anaao Assomed e Nursing Up, due tra le principali sigle sindacali del settore sanitario, sottolineano infatti un punto comune: senza interventi sul personale, la piattaforma rischia di diventare uno strumento sterile.
Per Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, “i dati messi a disposizione dalla piattaforma rendono finalmente visibile un problema noto da tempo, ma non lo risolvono. L’accesso alle cure resta difficoltoso non per mancanza di tecnologia, ma per mancanza di personale e di condizioni adeguate per chi lavora nel sistema sanitario pubblico”. Il sindacato dei medici evidenzia che le urgenze continuano ad essere garantite, ma che le prestazioni non prioritarie soffrono tempi d’attesa insostenibili, soprattutto in alcune aree del Paese. “Si sta affermando – afferma Di Silverio – un universalismo selettivo, dove l’accesso cambia in base al tipo di prestazione o alla regione in cui si vive”. Anaao chiede un piano strutturale di rilancio del lavoro medico nel SSN, con proposte precise: aumento degli stipendi, semplificazione dei contratti, riconoscimento della professione come lavoro usurante, riforma della governance e della formazione. “Partiamo da qui – conclude Di Silverio – o la risposta sarà una protesta generalizzata dei camici bianchi. Serve convocare gli Stati Generali della Salute”.
Anche Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, plaude alla trasparenza della nuova piattaforma, ma ne denuncia i limiti: “Finalmente conosciamo i numeri. Ma la realtà è che, senza professionisti sanitari, non sarà possibile ridurre davvero le attese. Stiamo lucidando una carrozzeria mentre il serbatoio resta vuoto”. Secondo De Palma, la mancanza cronica di infermieri, tecnici, ostetriche e fisioterapisti è il vero ostacolo alla piena funzionalità del sistema sanitario. E accusa il Governo di “mancanza di coraggio” nell’affrontare il nodo delle assunzioni: “Le misure finora adottate sono del tutto insufficienti. Serve abolire il tetto di spesa sul personale, finanziare nuove assunzioni e garantire stabilità professionale”. “Le piattaforme sono utili – conclude – ma senza risorse umane adeguate restano strumenti vuoti. Serve una visione a lungo termine e investimenti seri nella sanità pubblica”.