“Apprezziamo l’apertura del presidente dell’Aran sul contratto della dirigenza medica, ma ora non si lasci indietro la medicina generale”. È il monito lanciato dal segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, all’indomani della firma dell’intesa preliminare per il contratto 2022-2024 del Comparto Sanità.
Nel mirino della Federazione Italiana Medici di Famiglia, il silenzio della Conferenza delle Regioni e del Comitato di Settore sul rinnovo del contratto per i medici convenzionati. “Ci aspettiamo che il presidente Fedriga attivi subito le procedure per l’invio degli atti di indirizzo”, afferma Scotti, ricordando che il contratto atteso è relativo al triennio già trascorso. “Anche firmando entro fine anno – spiega – ci troveremmo di fronte a un altro contratto riferito al passato, con tutte le rigidità normative che questo comporta”.
Il leader Fimmg lancia un appello anche alla Sisac, finora “per nulla proattiva”, e al Ministero della Salute. “La vera riforma della medicina generale – sottolinea – si fa con un contratto moderno, in linea con l’evoluzione del sistema territoriale. Serve un cambio di passo che guardi al futuro e non continui a rincorrere il passato”.
Dal segretario Fimmg anche un richiamo alle ricadute pratiche dei ritardi: la disaffezione dei giovani per la medicina generale, la fuga dai corsi di formazione, l’incertezza economica per i professionisti. “Non si può chiedere ai medici di famiglia di reggere il sistema con contratti fermi al 2021, ignorando inflazione e sostenibilità economica. Servono strumenti concreti come defiscalizzazione e decontribuzione”, avverte Scotti.
Intanto, per il 19 luglio è stato convocato il Consiglio nazionale della Fimmg. Un’occasione – sottolinea il sindacato – per valutare con le altre sigle della medicina convenzionata le prospettive future. “Entro quella data – conclude Scotti – ci aspettiamo risposte concrete. Diversamente, non resteremo fermi ad attendere”.