Professione medica
Università
06/06/2025

Università, sindacati medici contro riforma di accesso a Medicina: precariato anticipato

Anaao-Assomed: “Complimenti al ministro che è riuscito ad anticipare il precariato già dal primo anno di Medicina con il peggioramento della qualità formativa”

università medicina

Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che dà attuazione alla riforma in vigore già dal prossimo anno accademico, 2025/2026, per l'accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Veterinaria. Tra le principali novità: abolizione dei test d'ingresso, superamento del numero chiuso con l'istituzione di un semestre aperto e esami di merito. Con la riforma dell'accesso a Medicina "viene sancito quello che ripetiamo da tempo: la nuova pletora medica. Complimenti al ministro che è riuscito ad anticipare il precariato già dal primo anno di Medicina con il peggioramento della qualità formativa, il ritorno del baronato nella valutazione e confondendo il diritto allo studio con il diritto all'iscrizione. Il tutto senza neanche eliminare il numero chiuso che era il dichiarato obiettivo. Ne risponderanno agli studenti, alle famiglie e purtroppo ai pazienti". È la reazione del segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti del Ssn, Anaao-Assomed, Pierino Di Silverio, alla firma da parte del ministro dell'Università e della Ricerca al decreto.

Di parere simile anche Guido Quici, presidente del sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed. "La riforma dell'accesso a Medicina non è di certo una rivoluzione, ma posticipa di qualche mese la selezione degli studenti. Il numero chiuso quindi, per fortuna, rimane, così come rimane il 'quizzone' all'ingresso, composto da domande a risposta multipla e a completamento, per le quali è anche assurdamente prevista la possibilità di dare la lode. Resta l'enorme problema di capire in che modo le università riusciranno ad accogliere i 70mila studenti che si iscriveranno al primo semestre, e che nei prossimi anni saranno inevitabilmente anche di più, visto che chi non supera il semestre filtro potrà iscriversi nuovamente a Medicina altre due volte. Insomma, temiamo che la riforma sia un bel pasticcio", sostiene Quici. "Ci preoccupa, infine - aggiunge Quici - l'aumento costante del numero di posti previsto a Medicina: se oggi infatti mancano i medici, nei prossimi anni potrebbero essercene troppi. Esaurita la gobba pensionistica, saranno sempre di meno i medici che andranno in pensione, e dove lavoreranno tutti questi nuovi giovani medici che oggi si intende formare? Rischiamo di far laureare decine di migliaia di medici che poi saranno disoccupati o che, come accade già oggi, ci ringrazieranno per l'ottima formazione ricevuta e si trasferiranno all'estero".

Il ministro Bernini parla invece di una riforma che è “parte integrante della piena attuazione del diritto allo studio”. “Non più generici test d'ingresso che mortificano ambizioni e preparazione, ma – aggiunge - attività formative ed esami in cui ogni studente potrà misurare la propria attitudine. Condividiamo il sogno di diventare medici. Ma vogliamo anche che agli studenti non siano precluse altre possibilità. Per questo ci sarà l'iscrizione obbligatoria a 'corsi affini', dove gli studenti qualora non riuscissero a proseguire al secondo semestre di Medicina potranno vedere riconosciuti i crediti formativi acquisiti. Lo studente è al centro. Il suo tempo valorizzato. Le sue ambizioni tutelate". Per quanto concerne l'iscrizione dovrà essere effettuata tramite la piattaforma online www.universitaly.it e la domanda inviata entro il mese di luglio (le date esatte saranno comunicate dal Mur). Al momento dell'iscrizione dovrà essere indicata la sede in cui frequentare il semestre aperto insieme al corso affine scelto. Ciascuno studente dovrà anche indicare almeno 9 altre sedi (per un totale di 10 scelte) alternative e almeno 10 sedi preferite per l'iscrizione al corso affine per la prosecuzione al secondo semestre. Le attività formative del primo semestre inizieranno il 1° settembre e termineranno entro il 30 novembre. Le università, nell'esercizio della loro autonomia, disciplineranno la metodologia didattica per l'erogazione delle attività formative. Dal 2026-2027 gli atenei dovranno procedere anche all'adeguamento dei piani di studio dei corsi affini. Il semestre aperto potrà essere ripetuto fino a 3 volte, anche non consecutive. Tre gli insegnamenti chiave del semestre aperto: Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia. Ciascuna materia permetterà di avere 6 crediti formativi (Cfu) per un totale di 18. In caso di superamento di tutti e 3 gli esami, i crediti avranno il pieno riconoscimento anche nell'eventualità dell'immatricolazione al corso affine.

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