Si è concluso oggi presso l’Aran l’incontro programmato sul rinnovo del contratto della sanità pubblica. L’esito è stato ancora una volta deludente: il Governo resta del tutto indisponibile a prendersi carico della necessità di stanziare le risorse aggiuntive necessarie per sbloccare la trattativa”. Lo si legge in una nota di Fp Cgil commentando l'esito dell'ultima seduta negoziale tra Aran e organizzazioni sindacali. “Le attuali risorse, già definite dalle Leggi di Bilancio, sono com’è noto largamente insufficienti a garantire il mantenimento del potere d’acquisto del personale sanitario, già messo a dura prova da anni di tagli e carichi crescenti. Restano inoltre intatti i pesanti vincoli alle risorse per la contrattazione integrativa. In presenza di un documento della Conferenza delle Regioni che – quanto meno – si interroga sulla necessità di porre argine all’emorragia di personale e di vocazioni verso le professioni sanitarie registriamo la totale assenza del Ministro della Salute che, evidentemente, ritiene che quanto succede sui contratti della sanità pubblica e, di conseguenza, dentro le aziende sanitarie non sia affar suo”. “Le richieste sindacali di chi ha scelto di non accontentarsi di quanto stabilito unilateralmente dal Governo sono rimaste quindi senza risposte concrete e resta, per noi della Fp Cgil, l’indisponibilità a cedere all’imposizione che le parti datoriali intendono produrre sulla testa delle lavoratrici e dei lavoratori anche attraverso un testo che risolve molti problemi alle aziende ma nessuno a chi lavora. Senza ulteriori risorse non c’è sviluppo professionale possibile, non c’è aumento delle indennità possibile, non c’è contrattazione decentrata praticabile, non c’è diritto alla mensa, non si possono migliorare le condizioni di lavoro. A fronte di una sanità pubblica in affanno e di operatori sottopagati e sottoposti a pressioni continue, la chiusura che i datori di lavoro continuano a mantenere rappresenta un grave segnale di disinteresse politico. Valuteremo come intensificare una mobilitazione che non si è mai interrotta anche grazie al sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori che sono stanchi di essere presi in giro da Governo e datori di lavoro. Servono risposte immediate e risorse vere per dare dignità al lavoro nella sanità pubblica e garantire servizi adeguati alle cittadine e ai cittadini”, conclude la nota.
La segreteria nazionale della Cisl Fp, dal canto suo sottolinea in una nota "abbiamo superato il sedicesimo incontro del tavolo per il rinnovo del contratto della sanità pubblica e le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti del comparto continuano ad attendere, da marzo 2024, un esito che non arriva. È necessario chiudere la trattativa. La Cisl Fp è in prima linea per raggiungere al più presto ad una conclusione positiva: il personale ha diritto a ottenere arretrati, aumenti retributivi, nuove tutele e riconoscimenti attesi da troppo tempo". Lo dichiara in una nota la segreteria nazionale della Cisl Fp, commentando l'esito dell'ultima seduta negoziale tra Aran e organizzazioni sindacali.
"Abbiamo lavorato in questi mesi per costruire un contratto che, pur nei limiti delle risorse disponibili, contenesse risposte concrete: una rivalutazione salariale con aumenti medi del 7%, l'aggiornamento delle indennità, nuovi strumenti per tutelare il personale vittima di aggressioni, norme più favorevoli sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e un rafforzamento della carriera professionale. Chi continua a ostacolare il rinnovo impedisce tutto questo e crea un danno ingiustificabile ad oltre 580mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale", prosegue la nota.
"La discussione di oggi ha confermato che il negoziato è entrato in una fase decisiva. È positivo che si stia tentando di verificare con le Regioni la possibilità di affinare alcuni aspetti, come la valorizzazione dell'elevata qualificazione, l'organizzazione dei turni per il personale over 60 o la flessibilità per i nuclei monoparentali. Ma l'obiettivo ora deve essere uno solo: lavorare tutti insieme, senza divisioni e tatticismi, per chiudere il contratto e dare certezza ai lavoratori. Continuare a rimandare significa rischiare di perdere tutto, incluse le proroghe di istituti come le progressioni verticali in deroga, e rinviare ancora l'apertura del tavolo per il contratto 2025-2027, per il quale le risorse sono già disponibili", conclude la segreteria nazionale della Cisl Fp.