Fumata nera al tavolo tra Aran e sindacati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto sanità relativo al triennio 2022-2024. Anche il secondo incontro, tenutosi a Roma dopo la ripresa dei lavori del 29 aprile, si è concluso senza la firma dell’accordo. Il confronto resta bloccato dalle profonde divisioni interne al fronte sindacale, con Cgil, Uil e Nursing Up ancora contrari alla sottoscrizione, mentre Cisl, Nursind e Fials si sono dette disponibili alla firma.
“Nella riunione odierna si sono consolidate le posizioni già emerse nelle precedenti sessioni negoziali”, ha fatto sapere l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) in una nota ufficiale, annunciando la convocazione di un nuovo tavolo tra due settimane. L’Aran sottolinea di stare valutando nuove proposte per sbloccare la trattativa, ribadendo però i vincoli del mandato ricevuto: nessuna apertura su risorse economiche aggiuntive, ma piena disponibilità a rivedere le parti normative del contratto.
Tra i temi in discussione, l’elevata qualificazione professionale, la gestione dei turni per il personale over 60 e la flessibilità per i lavoratori monoparentali. Proprio su questi punti, il sindacato Nursing Up – pur mantenendo una posizione contraria alla firma – ha mostrato aperture, rinunciando per ora a invocare ulteriori risorse finanziarie. L’Aran ha dichiarato l’intenzione di confrontarsi con le Regioni su alcune di queste questioni specifiche.
“Dobbiamo conciliare i diritti dei lavoratori con le esigenze inderogabili della continuità dei servizi sulle 24 ore, peculiarità del Servizio sanitario nazionale”, ha affermato il presidente dell’Aran Antonio Naddeo, rimarcando come le richieste sindacali abbiano un impatto rilevante sull’organizzazione del lavoro.
La trattativa resta quindi aperta, ma ancora in una fase interlocutoria. L’obiettivo dell’Aran è arrivare a una sintesi che consenta la conclusione dell’accordo e il riconoscimento del rinnovo contrattuale per il personale sanitario.