La Commissione europea ha approvato Pirtobrutinib, un innovativo farmaco mirato per il trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC) recidivante o refrattaria in pazienti adulti già sottoposti a terapia con un inibitore covalente della proteina Btk. Si tratta di un importante passo avanti per coloro che, dopo una prima linea di cura, si trovano senza valide opzioni terapeutiche. Pirtobrutinib agisce in modo selettivo e non covalente sulla proteina Btk, superando le resistenze sviluppate da precedenti terapie e offrendo nuove possibilità in seconda e terza linea di trattamento.
Il meccanismo d’azione di Pirtobrutinib consente di interferire con la proliferazione e sopravvivenza delle cellule leucemiche, ripristinando il controllo della malattia.
La sua efficacia è stata dimostrata dallo studio di Fase 3 BRUIN CLL-321, che ha confrontato il nuovo farmaco con terapie di confronto come idelalisib + rituximab o bendamustina + rituximab. I risultati sono chiari: Pirtobrutinib ha ridotto del 46% il rischio di progressione della malattia o di morte (sopravvivenza libera da progressione mediana di 14 mesi contro 8,7 mesi nel gruppo di controllo) e ha raddoppiato il tempo medio al successivo trattamento (24 mesi contro 11).
I benefici sono stati osservati anche nei pazienti ad alto rischio, con mutazioni TP53, delezione 17p, cariotipo complesso o stato IGHV non mutato, popolazioni tradizionalmente difficili da trattare.
Il profilo di sicurezza del farmaco è apparso coerente con i dati precedenti: gli effetti collaterali più frequenti sono stati neutropenia, stanchezza, diarrea, anemia, rash cutaneo ed ecchimosi, nella maggior parte dei casi di grado lieve o moderato.
La LLC è caratterizzata da un accumulo anomalo di linfociti B nel sangue e negli organi linfoidi, con un decorso clinico variabile: alcuni pazienti restano stabili per molti anni, mentre altri vanno incontro a rapide recidive. L’età mediana alla diagnosi è di circa 70 anni, con frequente presenza di comorbilità.
" Il punto di svolta nel trattamento della leucemia linfatica cronica si è avuto con l’arrivo degli inibitori della proteina Btk, la tirosina chinasi di Bruton, e degli inibitori della proteina Bcl-2, coinvolta nella regolazione dell’apoptosi, cioè della morte cellulare programmata", spiega il professor Luca Laurenti, ematologo alla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma. " Pirtobrutinib riesce ad agire anche là dove le precedenti generazioni della stessa classe di farmaci abbiano creato resistenze e perso efficacia terapeutica. Pirtobrutinib è in grado di oltrepassare le resistenze degli inibitori covalenti di Btk, controllando così la malattia in modo efficace".
Pirtobrutinib era già stato autorizzato in Europa in via condizionata per il linfoma mantellare recidivante o refrattario, ed è oggetto di richieste regolatorie in vari Paesi per ulteriori indicazioni.
L’approvazione segna un cambiamento sostanziale nel trattamento della LLC recidivante, offrendo nuove speranze ai pazienti e rafforzando il ruolo delle terapie mirate come pilastro dell’oncoematologia moderna.
"Questa approvazione europea colma una fondamentale esigenza clinica nei pazienti in progressione dopo una prima linea con inibitori covalenti di Btk", sottolinea Elias Khalil, General Manager di Lilly Italy Hub, l’azienda che ha sviluppato il farmaco.