Sulla medicina generale "no a soluzioni tampone". Questa "è l'occasione per affrontare in modo strutturale e risolutivo un problema che da troppo tempo grava sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale e sulla qualità dell'assistenza ai cittadini". E' l'appello ai governatori regionali di Rita Longobardi, segretaria generale Uil Fpl, alla vigilia della Conferenza delle Regioni in programma il 7 maggio, che ha tra i temi all'ordine del giorno la crisi della medicina generale.
"La figura del medico di medicina generale - sottolinea Longobardi - rischia l'estinzione, determinata da anni di sottovalutazione, invecchiamento della classe medica e mancanza di ricambio generazionale: entro il 2027 oltre 15mila medici di famiglia andranno in pensione, con un impatto devastante su milioni di cittadini, soprattutto anziani e cronici, in costante crescita. Non si può più affrontare l'emergenza con soluzioni tampone, come la previsione dell'estensione della permanenza volontaria in servizio fino a 73 anni, previsto nell'attuale Decreto Pa". Serve, invece, "superare l'attuale modello convenzionale che isola i medici e impedisce una reale integrazione nel sistema sanitario pubblico attraverso l'assunzione strutturale dei medici di medicina generale nel Servizio sanitario nazionale, con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, più attrattivo per i giovani medici e capace di garantire continuità, formazione e qualità e assicurare una copertura adeguata delle borse di formazione specifica in medicina generale".
"È tempo di riconoscere il ruolo centrale nella presa in carico della salute pubblica ai medici di medicina generale. Chiediamo al Governo un confronto immediato e operativo per dare stabilità ai professionisti e sicurezza ai cittadini. Non si tratta più solo di salvare una professione, ma di garantire il diritto costituzionale alla salute", conclude la leader sindacale.