Esami come l’holter pressorio e l’elettrocardiogramma eseguiti in farmacia. È questa la nuova frontiera della "farmacia dei servizi" che sta prendendo piede in Piemonte e che alimenta lo scontro tra l’Ordine dei Medici e quello dei Farmacisti. Il tema è emerso durante l’ultima assemblea dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino, convocata per l’approvazione del bilancio, dove il presidente Guido Giustetto ha sollevato dubbi sulla sicurezza e appropriatezza delle prestazioni diagnostiche offerte fuori dal contesto medico.
"Si possono offrire prestazioni in assenza di una ricetta e senza la valutazione o la visita di un medico?" ha chiesto Giustetto, indicando la necessità di regole chiare e omogenee, valide sia per le farmacie sia per gli studi medici. La preoccupazione, secondo l’Omceo Torino, riguarda la qualità delle prestazioni e i possibili rischi per i pazienti in assenza di un inquadramento clinico.
La replica è arrivata dal presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Torino, Mario Giaccone, che ha assicurato che "tutti questi aspetti sono molto ben definiti e normati in maniera puntuale". Secondo Giaccone, l'ampliamento delle competenze dei farmacisti — che già effettuano tamponi e vaccini — può rappresentare un supporto efficace per un sistema sanitario pubblico in sofferenza. "La possibilità di fare questi esami potrà nel tempo diminuire le liste di attesa e decongestionare situazioni di difficoltà", ha sottolineato.
Il progetto, che prevede che il 50% delle farmacie piemontesi sia dotato di ECG, si inserisce nella strategia di rafforzamento territoriale della sanità, ma evidenzia profonde differenze di visione tra le due categorie professionali. Giustetto ha proposto l’istituzione di un osservatorio congiunto tra Regione, Ordine dei Medici e Ordine dei Farmacisti per monitorare l’impatto del progetto e garantire standard uniformi. Ma Giaccone frena: "Tutto questo ambito è già normato nell’accordo collettivo delle farmacie", aggiungendo però che "la disponibilità a sedersi per vedere come fornire un miglior servizio è chiaro che ce l’abbiamo".
Intanto, nell’assemblea dell’Omceo Torino, oltre agli esami in farmacia, si è discusso anche dello stress crescente tra i camici bianchi, delle aggressioni al personale sanitario e dell’ondata di dimissioni che sta colpendo il settore pubblico, segni di un sistema sotto pressione che fatica a reggere la domanda di salute.