Il delicato nodo della riforma della medicina generale sarà al centro della Conferenza Stato-Regioni prevista per il 7 maggio. Come riportato dal Sole 24 Ore, si discuterà, infatti, dell’introduzione della dipendenza per i medici di famiglia che frequenteranno il nuovo corso triennale post-laurea universitario, oggi previsto come formazione in convenzione.
Tra le ipotesi in campo, l’obbligo per tutti i medici di famiglia di svolgere almeno 18 ore settimanali nelle Case di Comunità, struttura cardine della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Il ministro della Salute Orazio Schillaci e le Regioni stanno cercando un compromesso dopo mesi di confronto. La proposta prevederebbe il passaggio alla dipendenza solo per i nuovi medici in formazione e non per chi è già in attività.
Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha guidato il pressing per rivedere le regole, con l’appoggio di Veneto, Friuli, Campania, Puglia e Toscana. Le altre Regioni sarebbero disponibili a discutere modalità e tempi. Il tema centrale è come garantire l’impiego dei medici nelle nuove strutture territoriali, che necessitano di prestazioni continuative.
L’articolo del Sole 24 Ore evidenzia che negli ultimi cinque anni sono scomparsi oltre 5 mila medici di famiglia, riducendo il numero a circa 37 mila, con una media nazionale di 1.583 abitanti per ogni medico. In alcune Regioni come Lombardia, Veneto e Friuli la carenza è più grave. Per tamponare l’emergenza, l’ultimo decreto ha previsto la possibilità per i medici di famiglia di andare in pensione fino a 73 anni.
I governatori discuteranno anche dei concorsi straordinari e dei finanziamenti del PNRR destinati a potenziare la rete delle Case di Comunità e a invertire la tendenza al calo del numero dei medici di medicina generale.