L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando il settore sanitario, ma presenta il rischio di amplificare, piuttosto che ridurre, le disuguaglianze, a causa di bias insiti nei dati utilizzati per addestrare gli algoritmi. Tuttavia, alcune applicazioni mirate dell’IA potrebbero migliorare l’accesso e la qualità dell’assistenza per le persone con disabilità intellettive e dello sviluppo (PWIDD), come l’autismo o la sindrome di Down.
Un recente articolo pubblicato su Jama Network Open ha fatto il punto su come gli strumenti di IA possono promuovere una salute inclusiva e come usarli nella pratica.
Special Olympics International definisce la salute inclusiva come la possibilità, per le persone con PWIDD, di accedere equamente a servizi sanitari di qualità, accessibili ed economicamente sostenibili. Nonostante le disuguaglianze ben documentate nella qualità dell’assistenza per queste persone, esistono poche soluzioni concrete per ridurre tali disparità.
Strumenti IA possono abbattere barriere comunicative: app vocali, interpretazione automatica del linguaggio dei segni, semplificazione del linguaggio medico, feedback in tempo reale per i medici sull’approccio comunicativo. La telemedicina, se adattata alle esigenze dei PWIDD, può migliorare l’accessibilità alle cure.
• Smart home e supporto alla vita indipendente: Tecnologie IA per la domotica possono aiutare nei promemoria, nella preparazione dei pasti, nell’adesione terapeutica e nel monitoraggio ambientale, favorendo l’autonomia e la sicurezza domiciliare.
• Formazione medica: La carenza di formazione specifica dei medici contribuisce all’insicurezza professionale e a un atteggiamento discriminatorio. Strumenti IA possono colmare questa lacuna con esperienze personalizzate e scalabili, migliorando empatia e competenza. Esperienze in realtà aumentata o virtuale, abbinate all’IA, potrebbero simulare l’interazione con i pazienti. Sebbene non possano sostituire l’interazione umana reale, questi approcci potrebbero rappresentare modalità utili per addestrare i professionisti a gestire pazienti con tipi vari e variabili di disabilità intellettiva.
• Analisi predittiva su misura: L’IA può offrire analisi predittive per prevenire complicanze comuni come epilessia o diabete, facilitando al contempo l’accesso a servizi online come prenotazioni, richieste di farmaci e comunicazioni mediche. Serve però una maggiore rappresentatività dei PWIDD nei dataset clinici.
• Navigare nel sistema sanitario: Gli attuali portali online possono essere difficili da usare. Un assistente IA su misura potrebbe aiutare a fissare appuntamenti o chiedere farmaci.
• Comunicazione: Alcune persone hanno difficoltà a parlare. L’IA può trasformare la voce in testo (o viceversa), semplificare il linguaggio medico o aiutare i medici a essere più chiari e rispettosi. Per i medici, l’IA può tradurre il gergo medico e le informazioni espresse con un linguaggio troppo tecnico in testi più comprensibili, e generare ausili visivi di più facile interpretazione.
Poiché i PWIDD rappresentano una minoranza spesso trascurata dal mercato, è essenziale un impegno istituzionale e accademico per integrare i loro bisogni nell’evoluzione dell’IA in sanità. Molti di questi sistemi non sono stati progettati pensando alle persone con disabilità. È importante quindi che queste persone siano coinvolte nella progettazione e che l’IA venga usata per creare soluzioni davvero accessibili a tutti.