Anche se restano "distanti" le posizioni delle parti per il rinnovo del contratto dei lavoratori della Sanità, "il confronto ha permesso di entrare nel merito di alcune questioni specifiche, offrendo l'occasione per un dialogo più concreto. Per continuare il confronto e verificare se ci sono le condizioni per arrivare a un'intesa". È quanto spiega l'Aran che ha convocato un nuovo incontro per il 22 maggio. L'obiettivo resta quello di chiudere la trattativa "in tempi ragionevoli". L'Aran ha sottolineato anche oggi che i tempi sono fondamentali: per esempio, in caso di firma a maggio, il contratto entrerebbe in vigore solo da ottobre, con effetti concreti su 581mila lavoratori del Servizio sanitario nazionale, tra cui infermieri, tecnici, amministrativi e altro personale non medico. Il rinnovo contrattuale per il triennio 2022-2024 prevede un aumento medio mensile di 172,37 euro per tredici mensilità, pari al 6,8% in più rispetto agli stipendi attuali. Le risorse complessive stanziate ammontano a 1,784 miliardi di euro, comprensive di: 175 milioni di euro per l'indennità di pronto soccorso; 35 milioni di euro per la specificità infermieristica; 15 milioni di euro per la tutela del malato. La chiusura dell'attuale trattativa rappresenta anche un passaggio strategico per l'avvio del prossimo rinnovo contrattuale 2025-2027, per il quale sono già previsti 1,904 miliardi di euro. Le nuove risorse garantiranno un incremento medio del 6,93%, pari a 183,98 euro mensili. "Oltre agli aspetti economici, il contratto introduce maggiore tutela contro le aggressioni al personale, riorganizzazione degli incarichi professionali, potenziamento della formazione e nuove misure per migliorare l'equilibrio tra vita e lavoro, in linea con quanto già previsto nel Ccnl delle Funzioni Centrali". Aran ribadisce, inoltre, "che il riconoscimento del ruolo degli infermieri deve puntare su un rafforzamento degli standard formativi e non su un abbassamento dei requisiti di accesso alla professione. Proposti meccanismi contrattuali per valorizzare l'esperienza professionale, anche al di là dei titoli accademici".