L’introduzione del ruolo unico per i medici in formazione, senza un quadro normativo definito e condiviso, comporta conseguenze gravi. A ribadirlo, a distanza di qualche mese dall’avvio del nuovo assetto, lo Snami in una nota che rivendica la fondatezza dei propri timori. “Caos, disparità e incertezza giuridica: è quello che avevamo previsto e che ora si sta puntualmente verificando”, dichiara il sindacato in un comunicato diffuso ieri.
Nel mirino dello Snami ci sono in particolare alcune Asl che hanno scelto di stipulare contratti a tempo indeterminato con medici che avevano già una convenzione attiva durante il percorso di formazione. Una prassi che, secondo il sindacato, contraddice lo spirito stesso del ruolo unico: quello di favorire una transizione graduale e formativa verso l’inserimento stabile nel sistema sanitario. “Così si svaluta il significato della formazione e si creano disparità inaccettabili tra professionisti che si trovano in situazioni simili”, scrive il sindacato.
Lo Snmai ricorda inoltre di essere stato tra i pochi a non firmare inizialmente la nuova convenzione proprio per queste ragioni, denunciando da subito il rischio di una gestione “disomogenea e caotica”. Oggi, afferma il sindacato, quelle preoccupazioni sono diventate realtà.
A fronte di questo scenario, lo Snami rilancia la richiesta di “regole chiare e condivise”, capaci di riconoscere pienamente il valore del percorso formativo e di garantire una gestione uniforme a livello nazionale. “Solo così – conclude la nota – si potrà garantire equità tra colleghi e salvaguardare l’efficienza del nostro sistema sanitario”.