"Oggi vogliamo anche rendere omaggio alla memoria di donne e uomini che hanno dedicato la loro vita al servizio del paziente e il cui esempio e ricordo sono ancora vivi nella memoria collettiva: Barbara Capovani, Pasqualino Brumana, Geppino Micheletti, Ezio Soldati, Antonio Mergoni, Gianluigi Andrea Piegari. Tutti noi presenti abbiamo provato sdegno davanti all'uccisione della dottoressa Capovani da parte di un suo ex paziente, un episodio di violenza inammissibile che auspichiamo non si ripeta più grazie anche ai recenti provvedimenti adottati dal Governo che hanno introdotto misure più severe fino all'arresto in flagranza differita, il rafforzamento dei presidi di polizia e l'intensificazione delle attività di prevenzione e formazione. Ma, soprattutto, non ci stanchiamo di ripetere che serve un cambiamento culturale che promuova fiducia e rispetto verso tutto il personale sanitario. E su questo fronte ci stiamo muovendo senza esitazioni, anche attraverso campagne di sensibilizzazione e iniziative congiunte con ordini professionali e istituzioni". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel suo intervento al Quirinale per la consegna delle Medaglie al merito della sanità pubblica.
"Questa cerimonia è, dunque, un'occasione preziosa per ringraziare tutti voi che vi siete fatti portatori dei principi di universalità, uguaglianza ed equità su cui si fonda il nostro Servizio sanitario nazionale negli ospedali, nei laboratori, a domicilio del paziente, nelle associazioni di volontariato, nelle istituzioni civili e militari - ha aggiunto il ministro - Proprio avendo come punto di riferimento questi valori, dobbiamo salvaguardare e rafforzare insieme la nostra sanità pubblica che rappresenta un potente strumento di coesione sociale e di sviluppo economico dell'Italia. Ma a distanza di oltre quarant'anni dalla sua istituzione, anche la più solida delle infrastrutture pubbliche, che ha consentito all'Italia di vantare primati di longevità e di qualità dell'assistenza sanitaria, ha bisogno di una profonda riforma resa ancora più necessaria dal cambiamento demografico. Con questa consapevolezza abbiamo avviato un processo di innovazione del nostro sistema sanitario con interventi strutturali per rafforzarne la tenuta e la sostenibilità, anche di fronte alle imponenti sfide tecnologiche e digitali che la scienza ci offre".
"Il nostro Servizio sanitario nazionale ha sempre potuto contare su competenze, saperi e professionalità che hanno consentito alla sanità pubblica di essere al passo con i progressi e di assicurare alle cittadine e cittadini italiani i più elevati standard di cura. Ma - ha concluso Schillaci - la sfida da vincere è quella di garantire a ogni cittadino, indipendentemente dal reddito, dalla residenza o dal livello di istruzione, di poter accedere alle migliori cure nei tempi adeguati, da Nord a Sud, dal comune più piccolo alle grandi città".
Il ministro si è soffermato anche sul tema delle liste di attesa per ribadire come nessuno debba "essere costretto a rinunciare al diritto alla salute a causa di lunghe attese, difficoltà economiche o disuguaglianze territoriali. Questa è la missione che ci vede impegnati con grande serietà e determinazione, attraverso una legge organica sulle liste d'attesa che prevede misure dirette a tutelare maggiormente il diritto del cittadino ad ottenere le cure di cui ha davvero bisogno nei tempi giusti ed adeguati. E non nascondo di guardare con ottimismo e fiducia a quelle Regioni che hanno già provveduto a mettere in pratica quanto previsto dal decreto legge, registrando un calo dei tempi di attesa e un aumento delle prestazioni sanitarie garantite" ha detto Schillaci nel suo intervento
"La nostra sanità pubblica ha bisogno di buone pratiche che sono sempre contagiose - ha sottolineato - e rappresentano uno stimolo per tutti a fare sempre meglio e sempre di più per dare attuazione all'articolo 32 della nostra Costituzione. Non possiamo ignorare la particolare attenzione che la nostra Carta costituzionale dedica ai più deboli, sancendo che la Repubblica garantisce cure gratuite agli indigenti, proprio a voler rafforzare la necessità di assicurare sempre l'accesso ai servizi sanitari ai nostri concittadini che hanno minori disponibilità economiche. Dinanzi a noi abbiamo anche la sfida che proviene dall'aumento delle cronicità, dovuto al progressivo invecchiamento della popolazione", ha evidenziato il ministro.
"In questo scenario - ha proseguito - per dare risposte ai nostri cittadini, soprattutto agli anziani e ai pazienti che convivono con patologie che necessitano di un'assistenza sanitaria continua, abbiamo bisogno della collaborazione di tutte le istituzioni coinvolte nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Riguardo alla straordinaria opportunità del Pnrr, voglio evidenziare che vi sono obiettivi che sono ormai a un passo dal traguardo, come nell'assistenza domiciliare, e altri in fase di avanzamento - nel rispetto delle tempistiche previste a livello europeo - che consentiranno di definire una sanità più moderna, di prossimità e più inclusiva. È questo - ha concluso Schillaci - il modello di sanità che vogliamo costruire insieme a tutti gli attori coinvolti, con spirito di leale collaborazione e lavorando in sinergia. Un nuovo modello di sanità che si costruisce anche partendo dal valore delle persone che oggi ricordiamo e premiamo, e che rappresentano un patrimonio prezioso per la nostra Nazione, un'eredità morale e professionale che deve ispirare le future generazioni di medici, ricercatori, infermieri, operatori sanitari e sociosanitari, volontari".