La Commissione Bilancio del Senato ha bocciato l’emendamento 13.0.8 al Ddl prestazioni sanitarie, che avrebbe trasformato l’attuale corso di formazione in medicina generale in una scuola di specializzazione universitaria. Una decisione che segna una battuta d’arresto per la riforma della sanità territoriale e mette in difficoltà un settore già gravato dalla carenza di medici di famiglia. Secondo le stime, tra i 3 e i 4 milioni di italiani non hanno un medico di base, e la situazione rischia di peggiorare nei prossimi anni con i pensionamenti. L’introduzione della specializzazione avrebbe garantito una maggiore attrattività alla professione, equiparando il percorso formativo a quello delle altre specializzazioni mediche. Ma la Commissione Bilancio ha fermato l’emendamento, citando l’assenza di coperture economiche.
La bocciatura ha scatenato reazioni critiche da parte dei sindacati di categoria. Per lo SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani), “la politica ha perso un’occasione fondamentale per garantire pari dignità formativa e contrattuale ai futuri medici di medicina generale – ha dichiarato Angelo Testa, presidente nazionale di SNAMI – La mancata approvazione dell’emendamento rappresenta un passo indietro incomprensibile rispetto a un’esigenza ormai richiesta da tutti gli stakeholder”. Il sindacato contesta inoltre le ragioni economiche addotte per la bocciatura, sostenendo che le coperture ci sarebbero state: “Le risorse potevano arrivare dalla riprogrammazione delle borse di studio perse o abbandonate, oltre che da una riorganizzazione del numero di accessi alla formazione in medicina generale” – ha aggiunto Testa.
Sulla stessa linea la Federazione dei Medici Territoriali (FMT), che attraverso il segretario nazionale Francesco Esposito ha espresso forte preoccupazione: “Il ministro Schillaci aveva garantito su questa riforma, che avrebbe avvicinato l’Italia agli standard europei e migliorato la qualità della formazione per i medici di famiglia. La bocciatura in Commissione Bilancio per mancanza di fondi è un passo falso grave che rischia di allontanare ulteriormente i giovani dalla medicina generale”. FMT ha anche sottolineato la necessità di un “nuovo atto di indirizzo” e di risorse adeguate alla medicina di famiglia. “Se il governo vuole davvero riformare la sanità territoriale, servono segnali concreti: riproporre la norma sulla specializzazione con adeguate coperture economiche sarebbe il primo passo” – ha concluso Esposito.