"La grave carenza di infermieri in Italia, stimata in almeno 175mila unità, non può essere affrontata unicamente con l'introduzione di figure ibride e soprattutto pericolosi surrogati professionali". Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, commentando in una nota "la frettolosa e discutibile decisione di alcune Regioni, in primis Lombardia e Valle d'Aosta, di anticipare i tempi per l'inserimento di questo nuovo operatore senza un adeguato confronto con le rappresentanze sindacali".
Per De Palma, "è impensabile prima ancora che ne sia stato discusso ed eventualmente approvato l'inserimento contrattuale a livello nazionale". Nel mirino del Nursing up anche la qualità dell'assistenza. "Non si può garantire un'assistenza sicura ed efficace attraverso un operatore che, con sole 500 ore di formazione, verrà chiamato a svolgere attività sanitarie, che richiedono una preparazione approfondita, e che vengono oggi garantite dagli infermieri. Invece di incentivare l'accesso alla professione infermieristica con investimenti mirati e migliori condizioni contrattuali, si cerca una scorciatoia, l'ennesima, per tappare le falle di un sistema al collasso". Sotto il profilo contrattuale, il sindacato poi sottolinea "il maldestro tentativo di parte pubblica, proprio in sede di rinnovo CCNL 2022/24, di inserire questa figura nell'area degli assistenti, prevedendo per tale area contrattuale un aumento dello stipendio tabellare pari a 127 euro, con soli 8 euro di differenza rispetto ad un infermiere, ostetrica o altro professionista sanitario, per i quali avevano previsto solo 135 euro". Per De Palma, "l'introduzione di una figura non sanitaria come l'assistente infermiere, senza gli importanti e attesi interventi sulla struttura organizzativa, non è la risposta ai problemi del sistema", conclude.