Le Regioni accelerano sulla riforma della medicina generale con l’obiettivo di presentare un documento al ministro della Salute Orazio Schillaci entro il 6 marzo quando è prevista la Conferenza delle Regioni.
L’ipotesi di introdurre la possibilità di dipendenza per i medici di famiglia è al centro del confronto, con l’obiettivo di rafforzare la presenza territoriale e migliorare l’efficienza del sistema. Il piano, secondo quanto anticipato dal Sole 24 Ore, propone il superamento del modello esclusivamente convenzionale, un maggiore ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nella gestione dei professionisti e una riorganizzazione che punta a rafforzare la presenza dei medici sul territorio.
Il progetto delle Regioni si inserisce in un dibattito già acceso, in cui il ministro della Salute Orazio Schillaci ha più volte sottolineato la necessità di un efficientamento della medicina generale, senza tuttavia esprimersi in modo netto sulla dipendenza. Il Ministero sta lavorando a una riforma che dovrebbe garantire maggiore integrazione tra medici di famiglia e strutture sanitarie pubbliche, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure e la presa in carico dei pazienti.
Il dibattito è aperto anche sul fronte sindacale. La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) ha ribadito più volte il suo no alla dipendenza, sottolineando la necessità di tutelare il modello convenzionale e il ruolo del medico di famiglia come libero professionista. Il segretario nazionale della Fimmg Silvestro Scotti ha chiesto un dialogo costruttivo con le istituzioni per evitare strumentalizzazioni e garantire un’evoluzione della professione che tenga conto delle esigenze dei cittadini e della sostenibilità del sistema.
Sul tema è in campo anche una proposta di legge di Forza Italia, che punta a rilanciare il ruolo del medico di famiglia mantenendo il rapporto di convenzione e rafforzando la sua funzione all’interno del territorio. Il testo, presentato nei giorni scorsi, prevede investimenti per migliorare l’organizzazione degli studi medici, incentivare l’uso della telemedicina e garantire maggiore supporto ai professionisti
Resta da capire quale sarà la posizione del governo e in che modo si concilieranno le esigenze delle Regioni con il quadro nazionale. Il confronto si preannuncia decisivo nelle prossime settimane, con il 6 marzo come prima tappa per definire un documento condiviso da sottoporre al ministro Schillaci. L’iter della riforma resta ancora da delineare, ma il dibattito è ormai entrato nel vivo.