“Non possiamo più pensare di rinviare il potenziamento della medicina generale e l'efficientamento della medicina di prossimità per una più adeguata presa in carico dei pazienti cronici”.
Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci nell'intervento a Roma in occasione della Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, assistenziale e del volontariato. Una necessità resa impellente dall'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza: “Entro il 2026 - ha ricordato Schillaci - saranno pronte le nuove strutture territoriali necessarie per il rafforzamento dell'assistenza sul territorio che proprio durante la pandemia ha mostrato il lato vulnerabile del servizio sanitario. Sono stati aperti cantieri già per il 70% delle strutture e procediamo secondo la tabella di marcia del Pnrr. Ma perché queste strutture siano pienamente funzionanti c'é bisogno di personale. Su questo ricordo - ha proseguito - che con la finanziaria 2024 abbiamo garantito le risorse alle Regioni, già ripartite per 250 mln nel 2025 e 350 mln nel 2026. Nelle case di comunità ci saranno equipe multispecialistiche e - ha aggiunto il ministro - sarà cruciale l'apporto dei medici di famiglia”.
“Nessuno ha intenzione di rompere il rapporto di fiducia tra cittadino e medico - ha dichiarato in conclusione Schillaci -. Vogliamo, invece, rafforzare questa alleanza offrendo alle persone un ulteriore punto di accesso dove il medico di famiglia potrà fare la sua diagnosi e avvalersi se necessario dello specialista. Stiamo lavorando con un approccio costruttivo insieme alle Regioni e non mancherà certamente il dialogo con le categorie. Ma come ho avuto modo di dire in altre occasioni, dobbiamo avere il coraggio di cambiare. Modelli nati quasi 47 anni fa non sono più adatti alle esigenze mutate”.