I medici di tutte le categorie, dai dipendenti ai convenzionati, passando per pediatri, specialisti ambulatoriali e specializzandi, si uniranno in una manifestazione nazionale a Roma, programmata per maggio, sotto lo slogan "Investire sui medici per salvare il Ssn". Un’iniziativa che segna un momento di compattezza unica tra le componenti della professione medica, unite dall’urgenza di rispondere alle sfide sempre più critiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). È quanto annunciato nel corso della mobilitazione che si è tenuta a Roma sabato, un grido d’allarme da parte della categoria per un sistema sanitario sempre più al limite.
Alla base della mobilitazione, promossa da un ampio fronte sindacale composto da Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Als-Gm, Fimmg, Fimp, Sumai, Smi, Snami e Ftm con il supporto della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) e di Cittadinanzattiva, ci sono richieste chiare e articolate. Tra queste: la definizione dell’atto medico e la revisione della responsabilità professionale; una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro; l’adozione di misure per attrarre e valorizzare i professionisti, come retribuzioni adeguate e carichi di lavoro sostenibili, infine, un nuovo Patto per la Salute basato sull’approccio integrato One Health. Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, ha sottolineato: “Il sistema giudiziario mediatico e la criminalizzazione dei medici sono insostenibili. Chiediamo la depenalizzazione dell’atto medico per restituire ai professionisti la serenità necessaria per svolgere il proprio lavoro e garantire cure sicure ai pazienti”. I medici in formazione specialistica sono una delle categorie più colpite dalle difficoltà del sistema. Secondo Als e Gmi, i 40.000 specializzandi italiani, a differenza dei loro colleghi europei, sono ancora inquadrati come studenti nonostante le responsabilità legali e professionali che portano sulle spalle. “Chiediamo un cambio di paradigma: un contratto nazionale che garantisca dignità lavorativa, formativa e retributiva, insieme a una revisione della formazione specialistica gestita dalle università”, denunciano i rappresentanti dei giovani medici.
Un altro nodo critico è la crescente burocratizzazione che affligge la medicina generale. Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, ha dichiarato: “La digitalizzazione, invece di agevolare il lavoro, sta diventando una forma di burocrazia 3.0 che schiaccia i medici, sottraendo loro tempo prezioso per i pazienti. Occorre un dialogo costruttivo con le istituzioni per trasformare la tecnologia in una risorsa”. La manifestazione di maggio si pone anche come un appello al Governo e ai cittadini. “Non siamo contro i pazienti, siamo dalla loro parte. La crisi del sistema sanitario ci rende vittime, come loro, di un disinvestimento cronico”, ha affermato ancora Di Silverio, chiedendo un confronto chiaro con il Governo.