Una rete nazionale per promuovere lo scambio di idee e di pratiche per la riorganizzazione delle cure primarie. E' il progetto "MedicInRete" che, avviato circa un anno fa, ha coinvolto 116 giovani tra futuri Medici di Medicina Generale (MMG) e Medici di Comunità e Cure Primarie (Mccp), provenienti da diverse regioni italiane, permettendo ai partecipanti di mappare 40 esperienze di Primary Health Care distribuite su tutto il territorio nazionale. Tra queste, sperimentazioni in Medicine di Gruppo e Case della Comunità, percorsi sviluppati in collaborazione con il Terzo settore e iniziative di promozione della salute rivolte a popolazioni marginalizzate. L'iniziativa, promossa Dipartimento di Politiche per la Salute dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, in collaborazione con l'Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie e la Campagna PHC Now or Never, grazie al sostegno della Fondazione Banca Popolare di Milano, ha visto la realizzazione 13 laboratori territoriali con il supporto di 22 referenti regionali. "Il percorso di mappatura - spiega Martina Consoloni, tra le coordinatrici del progetto MedicInrete - ha offerto una panoramica delle buone pratiche portate avanti dai professionisti, che con determinazione e cura riescono a coltivare innovazione anche in un terreno spesso impegnativo e complesso come quello dell'assistenza territoriale. Le esperienze raccolte possono essere di ispirazione per lo sviluppo di nuove progettualità locali, ma è essenziale creare le condizioni affinché possa realizzarsi un cambiamento di sistema e ben radicato." Per Alessandro Nobili, responsabile del Dipartimento di Politiche per la Salute e coordinatore del progetto, "'MedicInRete ha gettato le basi per un modello di assistenza territoriale più inclusivo, multidisciplinare e orientato ai bisogni della popolazione, dimostrando come la formazione e il networking possano essere leve fondamentali per rinnovare il Servizio Sanitario Nazionale". Una delle attività centrali del progetto è stata la survey nazionale "SurForMed", che ha coinvolto 347 giovani medici in formazione. I dati raccolti rivelano un forte interesse per la medicina del territorio, accompagnato da bisogni formativi specifici e diverse visioni sul futuro professionale. I futuri MMG esprimono preoccupazioni per il sovraccarico lavorativo, la mancanza di tutele contrattuali e il rischio di burnout, mentre i futuri MCCP guardano con maggiore fiducia al lavoro nelle Case e Ospedali di Comunità, chiedendo però un più chiaro riconoscimento delle loro competenze cliniche e la necessità di una specializzazione universitaria.