In programma dal 25 al 27 novembre la Winter School organizzata dalla Società italiana di farmacia clinica e terapia (Sifact) e dalla Società italiana di medicina interna (Simi). A raccontare obiettivi e modalità di svolgimento della tre giorni di formazione, dedicata al paziente anziano e fragile, è Francesca Venturini, responsabile scientifica della Winter School insieme a Pier Mannuccio Mannucci.
A Sanità33, Venturini spiega che la formazione, che è arrivata alla quinta edizione, è aperta solo a 20 discenti, di cui dieci giovani specializzandi o specializzati in medicina interna e dieci giovani farmacisti ospedalieri: “L’organizzazione congiunta Sifact-Simi è un esempio di formazione interprofessionale che nel mondo anglosassone è prassi, da noi lo è un po’ meno, e consente di formare diverse figure professionali insieme, in modo che i vari professionisti, quando si troveranno a lavorare insieme, conosceranno già cosa può fare il collega anche in termini di gestione del paziente”.
Oltre alla formazione interprofessionale, obiettivo della Winter School è l’approccio clinico al paziente anziano “al quale si tende a prescrivere più farmaci, magari non sempre necessari. L’obiettivo della Scuola, quindi, è anche quello di formare specialisti che ottimizzino la salute del paziente, sensibilizzando sulla problematica della politerapia. Non a caso – sottolinea Venturini - ci sono delle indicazioni delle società scientifiche che sollecitano il deprescribing, quindi prescrivere meno, ma meglio”.
Un’altra peculiarità del corso è il metodo in cui si svolgono i lavori. “Si utilizza la medicina di simulazione – conclude Venturini -, quindi si prende un caso clinico e si segue dall’arrivo in pronto soccorso alla dimissione. Il caso viene sviscerato dal punto di vista clinico attraverso gli scenari analizzati nel corso dei briefing ai quali i discenti partecipano attivamente, il tutto accompagnato da momenti formativi su specifici ambiti”.