"I dati e gli indicatori di attività del pronto soccorso attualmente disponibili non misurano l'efficienza del pronto soccorso stesso, ma riflettono la carenza di funzioni esterne alla rete dell'emergenza-urgenza nazionale. La nostra più recente rilevazione nazionale conferma che carenza degli organici e boarding costituiscono i problemi capitali della medicina d'emergenza urgenza. Dall'analisi della situazione nazionale emerge chiara la necessità di governare e regolare la domanda di prestazioni, a vantaggio dei reali bisogni di salute. Ribadiamo la necessità prioritaria e urgente di sostenere e realizzare il modello organizzativo Emergenza preospedaliera-pronto soccorso-osservazione breve intensiva-degenza-terapia semintensiva come modello indispensabile per l'efficacia del sistema dell'emergenza urgenza nazionale". È il documento finale dell'Accademia dei direttori di medicina d'emergenza urgenza della Simeu, la Società italiana di medicina emergenza-urgenza, che si è riunita nei giorni scorsi a Roma.
"Il carico lavorativo costantemente crescente imposto ai professionisti della medicina d'emergenza urgenza dalla generale condizione del Ssn raggiunge livelli d'intensità che rischiano di divenire presto insostenibili. Tale livello d'intensità, con le ovvie conseguenze sullo stress lavoro-indotto e sulla qualità di vita degli operatori, è la principale causa della disaffezione per la disciplina e della fuga dei professionisti già in servizio", lamentano i direttori dei pronto soccorso. "Riteniamo vitale intervenire rapidamente al fine di migliorare la qualità del lavoro e ridurre il disagio dei professionisti, mettendo in atto tutte le azioni utili allo scopo", chiedono. Quanto al "boarding - proseguono - per motivi etici, clinici e organizzativi, nonché alla luce delle più moderne simulazioni di ingegneria gestionale e delle evidenze di letteratura, produce un impatto determinante sull'attuale crisi dei pronto soccorso, e impone di concentrare l'impegno dei decisori per la sua correzione, anche attraverso soluzioni particolarmente innovative che coinvolgano l'intero ospedale e il territorio", avvertono.
Il manifesto dei direttori prosegue: "Riteniamo improcrastinabile implementare strumenti di orientamento della domanda non urgente al di fuori dei dipartimenti di emergenza urgenza, allo scopo di garantire la necessaria efficacia e tempestività sulle reali emergenze-urgenze; criterio fondamentale per la futura sostenibilità del sistema è l'appropriatezza delle prestazioni diagnostiche e dei provvedimenti terapeutici, che deve essere sostenuta da provvedimenti condivisi e fatti propri dalle istituzioni, anche attraverso iniziative legislative ad hoc". "Noi, direttori dei pronto soccorso italiani, sosteniamo con forza la necessità di intraprendere una massiccia attività di comunicazione rivolta ai cittadini, che trasmetta il valore del Servizio sanitario nazionale e dei suoi professionisti, nonché il dovere del cittadino di fare buon uso degli strumenti del Ssn e in particolare della rete dell'emergenza urgenza", conclude il documento.