Dare agli infermieri la possibilità di prescrivere presidi e materiale per medicazioni: "Il 60% degli italiani è favorevole. I cittadini hanno le idee ben chiare, inoltre, sulla destinazione che dovrebbero avere i fondi in legge di bilancio. Nel dettaglio, il 52% vorrebbe fossero destinati al rafforzamento del personale sanitario". Sono alcuni dei risultati emersi dalla survey realizzata dalla Swg per il sindacato degli infermieri Nursind.
In generale, secondo Bottega, i numeri del sondaggio mettono in evidenza anche come ''i tempi d'attesa delle prestazioni sanitarie siano avvertiti sempre più come un problema serio dalla gente. Non escluderei, inoltre - aggiunge - che pure il giudizio positivo sull'infermiere prescrittore discenda anch'esso dall'urgenza che avvertono gli italiani di snellire le interminabili liste d'attesa, oltre che, naturalmente, da una alta considerazione e fiducia che nutrono nei confronti della categoria''.
Come rivela la ricerca demoscopica, la maggior parte dei cittadini, "ben il 68% degli intervistati, dichiara di aver dovuto rinunciare due (36%) o più volte (32%) a prestazioni sanitarie pubbliche. Nell'85% dei casi il motivo è da rintracciare proprio nei tempi d'attesa. C'è poi un 19% di responders che se la prende con il difficile accesso alla struttura sanitaria, oltre a un 14% che lamenta la carenza di strumenti e macchinari diagnostici".
''Non stupisce dunque - conclude Bottega - se quasi la totalità di chi ha dovuto rinunciare a usufruire dei servizi sanitari pubblici si è rivolto a strutture e cliniche private, come rivela la survey. Solo nell'11% casi, infatti, non è successo, mentre l'89% della popolazione lo ha già fatto, soprattutto per visite specialistiche (64%), esami diagnostici (59%) e del sangue (38%)''.