"Negli ultimi 22 anni oltre 48mila infermieri hanno lasciato l'Italia, con un picco di 15mila solo negli ultimi tre anni, di cui 6.000 solo nel 2023. Oltre il 40% sarebbe disposto a tornare a casa se esistessero le condizioni economiche e se fosse garantito il riconoscimento e la stabilità contrattuale che oggi mancano". A fare il punto è il sindacato di categoria Nursing Up che lancia #Prontiatornare, "una campagna per richiamare gli infermieri italiani emigrati, in alternativa all'assunzione di 10.000 infermieri dall'India e altri dal Sud America", avverte Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up.
De Palma denuncia la scelta di "soluzioni tampone che ignorano le risorse locali e invita il Governo a creare condizioni lavorative adeguate a riportare i professionisti qualificati nel nostro sistema sanitario, bloccando la fuga di talenti italiani all'estero". Il Nursing Up denuncia "l'infelice scelta" del Governo di rispondere alla crisi del personale nel nostro Ssn "con l'assunzione di 10mla infermieri indiani e con contingenti dal Sud America". Una soluzione che, secondo De Palma, "è temporanea e inefficace".
Secondo il presidente del Nursing up "sia chiaro, una volta per tutte, non abbiamo nulla contro gli stranieri, ma è una questione di lungimiranza politica e buon senso: servono professionisti già formati, consapevoli dei bisogni del nostro sistema di assistenza. Il nostro Paese viaggia verso un lento e inesorabile invecchiamento, e la risposta al fabbisogno, da parte della popolazione, con il crescente aumento di malattie croniche, (Piano Cronicità 2024) di professionisti dell'assistenza sempre più qualificati in termini di 'long care', si rivela e si rivelerà sempre più indispensabile nei prossimi anni".
"La nostra campagna #Prontiatornare, propone alla politica di puntare finalmente sulle risorse italiane, e in particolare anche su quegli infermieri che sono stati costretti ad andare all'estero, e che sarebbero disposti a tornare, se solo fossero migliorate le condizioni di lavoro, economiche, contrattuali e organizzative, nonché in termini di tutela della sicurezza personale, vista l'escalation di violenze nelle corsie", continua De Palma.
"La campagna #Prontiatornare non si limita, quindi, a denunciare l'inefficacia delle attuali misure, ma offre soluzioni concrete per valorizzare il personale italiano e renderlo competitivo: adeguamento salariale e stabilità contrattuale, allineando le retribuzioni italiane agli standard europei: stipendi competitivi, migliori condizioni di lavoro e riduzione del carico di stress potrebbero trattenere in Italia migliaia di professionisti. Facilitazione del rientro dei professionisti emigrati: bandi mirati per riconoscere le competenze acquisite all'estero e offrire contratti a lungo termine a chi desidera tornare, rispettando gli standard professionali e le competenze già acquisiti. Investimento sui giovani, per attrarli verso la professione infermieristica con prospettive tangibili di stabilità, valorizzazione e crescita professionale", conclude il sindacato.