Governo e Parlamento
Manovra
25/10/2024

Manovra, risorse insufficienti e numeri fuorvianti. L’analisi Gimbe

La Fondazione Gimbe ha condotto un'analisi indipendente sui finanziamenti per la sanità in vista della discussione parlamentare sulla Legge di Bilancio

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Secondo il Ddl sulla manovra 2025, il Fondo sanitario nazionale (Fsn)” raggiungerà 136.533 milioni nel 2025, 140.595 milioni nel 2026 e 141.131 miliardi nel 2027. Tuttavia le risorse, destinate principalmente ai rinnovi contrattuali del personale, non consentiranno di attuare il piano straordinario di assunzioni di medici e infermieri fortemente voluti dal ministro Schillaci, né tantomeno di eliminare il tetto di spesa per il personale sanitario, contrariamente a quanto previsto dal Dl Liste di attesa”. Questa l’analisi della Fondazione Gimbe sulle risorse per la sanità destinate dalla Manovra, parla di "cifre fuorvianti" e "di fronte alla girandola di numeri, spesso interpretati in modo soggettivo o strumentalizzati". "Nonostante la sanità pubblica sia oggi la vera emergenza del Paese, le scelte politiche rimangono inesorabilmente in linea con quelle degli ultimi 15 anni: tutti i Governi hanno definanziato il Ssn e nessuno è stato in grado di elaborare un piano di rilancio del finanziamento pubblico - denuncia Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - accompagnato da una coraggiosa stagione di riforme per ammodernare e riorganizzare la più grande opera pubblica del Paese, quel Ssn istituito per tutelare la salute di tutte le persone. Un tradimento dell'articolo 32 della Costituzione e dell'universalismo, dell'uguaglianza e dell'equità, princìpi fondamentali del nostro insostituibile Ssn".

Secondo la Legge di Bilancio 2025, il Fsn "nel 2025 crescerà di 2.520 milioni (+1,9%), di cui 1.302 milioni sono nuovi stanziamenti e 1.218 milioni già assegnati dalla manovra precedente", continua l'analisi di Gimbe. "Tuttavia le modalità con cui vengono presentati nell'articolo 47 gli importi per gli anni successivi - spiega Cartabellotta - risultano fuorvianti: i 5.078 milioni per il 2026, 5.780 milioni per il 2027 e le cifre sino al 2030 indicano infatti l'incremento cumulativo del Fsn e non gli stanziamenti specifici per ciascun anno». Gli aumenti effettivi previsti dalla Manovra sono: 4.062 milioni nel 2026 (+3%), 536 milioni nel 2026 (+0,4%), 883 milioni nel 2028 (+0,6%), 1.062 milioni nel 2029 (+0,7%) e 1.173 milioni dal 2030 (+0,8%). Di conseguenza - commenta il presidente - la Manovra, nonostante gli annunci, non prospetta alcun rilancio progressivo del Fsn, lasciando il Servizio sanitario nazionale (Ssn) con risorse insufficienti per affrontare le crescenti necessità di cittadini e professionisti". Il trend del Fsn mantiene infatti l'andamento consolidato sino al 2026, per poi tornare a livelli del periodo pre-pandemia. "Una quota delle risorse incrementali, pari a 883 milioni per il 2028, 1.945 milioni per il 2029 e 3.117 milioni a decorrere dall'anno 2030, dovrà essere accantonata per i rinnovi contrattuali relativi al periodo 2028-2030 - ricorda Gimbe - Allo stesso modo, 928 milioni per il 2026, 478 milioni per il 2027 e 528 milioni a decorrere dal 2028 sono destinati all'incremento delle risorse destinate al raggiungimento degli obiettivi sanitari di carattere prioritario e di rilevo nazionale". L'articolo 47 del Ddl 'Rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale' individua 15 articoli con le misure da finanziare. "Tuttavia, se da un lato quasi tutte le misure previste dalla Manovra sono a valere sul Fsn - spiega Cartabellotta - lascia molto perplessi il fatto che gli incrementi annuali del Fsn non siano sufficienti a coprire tutte le misure previste. Di conseguenza le Regioni, per riuscire a realizzare tutti gli obiettivi previsti dalla Legge di Bilancio 2025 per la sanità, dovranno operare scelte drastiche: razionalizzare la spesa, tagliare altri servizi o aumentare l'addizionale Irpef". Ad esempio nel 2026, "a fronte di un aumento del Fsn di 4.062 milioni, sono previste misure per un totale di 2.372,5 milioni, senza considerare il trattamento accessorio (articolo 18) e il rifinanziamento del fondo per la contrattazione collettiva nazionale per il personale pubblico (articolo 19)", precisa il report.

La Manovra include anche altre misure che avranno un impatto economico sulle Regioni, ma che non sono contemplate nell'articolo 47: la sperimentazione della riforma sulla disabilità (articolo 38), il fondo nazionale per il contrasto alle dipendenze comportamentali dei giovani (articolo 40), il fondo per gli accertamenti medico-legali e tossicologico-forensi (articolo 41). Misure per il personale sanitario. Dagli articoli sulle 'Disposizioni in materia di trattamento accessorio' (articolo 18) e sul 'Rifinanziamento del fondo per la contrattazione collettiva nazionale per il personale pubblico' (articolo 19) non è possibile stimare l'impatto economico, nemmeno analizzando la relazione tecnica. "Considerando solo i rinnovi contrattuali per il personale dipendente (dirigenza e comparto) e per i medici convenzionati - rileva Cartabellotta - e prendendo a riferimento gli oltre 2.400 milioni stanziati dalla Legge di Bilancio 2024 per il triennio 2019-2021, le risorse dovrebbero coprire il contratto 2022-2024, già scaduto, e quelli relativi ai trienni 2025-2027 e 2028-2030, per un totale di oltre 7 miliardi entro il 2030". Vengono incrementate le indennità di specificità: per la dirigenza medica e veterinaria (articolo 61) di 50 milioni per il 2025 e 327 milioni a decorrere dal 2026; per la dirigenza sanitaria non medica (articolo 62) di 5,5 milioni a decorrere dal 2025; l'indennità di specificità infermieristica e quella per la tutela del malato e la promozione della salute (articolo 63) riceveranno 35 milioni nel 2025 e euro 285 milioni dal 2026, a cui si aggiungeranno 15 milioni nel 2025 e 150 milioni dal 2026 per altre figure sanitarie. "Dall'analisi delle risorse assegnate alla sanità emerge innanzitutto la cosmesi sul Fsn per il 2025, che tradisce ampiamente i proclami dell'Esecutivo: l'incremento reale è di soli 1,3 miliardi, rispetto ai 3,5 miliardi annunciati, rendendo impossibile soddisfare le richieste dei professionisti sanitari, che infatti hanno già annunciato uno sciopero per il 20 novembre - conclude Cartabellotta - In secondo luogo, l'unico reale incremento di risorse è previsto solo nel 2026, quando lo Stato potrà disporre delle liquidità derivanti dalla sospensione del credito di imposta delle banche. Terzo, le risorse si disperdono in troppi rivoli, senza una chiara visione di rilancio del Ssn, con un numero eccessivo di misure rispetto alle risorse assegnate, a valere sul Fsn: una (non) strategia che finirà per mettere le Regioni davanti a un bivio, costrette a scegliere da quale lato 'tirare' una coperta troppo corta. Infine, non si intravede alcun rilancio progressivo del finanziamento pubblico che, dopo la ''fiammata'' del 2026, torna a cifre da manutenzione ordinaria dell'era pre-pandemica".


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